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Imprese a corto di credito, famiglie senza risparmio. L’allarme (a vuoto?) del governatore

I prestiti alle imprese si sono contratti di circa 20 miliardi a dicembre e – in base ai dati preliminari – un'ulteriore, lieve, contrazione del credito si sarebbe verificata anche a gennaio. Lo ha detto il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, nel corso del suo intervento ai lavori del Forex di Parma. Il numero uno di Via Nazionale ha  rivolto l’ennesimo invito agli istituti bancari affinché evitino “l’asfissia del credito”: «Le banche dovranno dimostrare di saper svolgere bene il loro mestiere, essere prudenti, ma fare in modo che l' economia non entri in asfissia creditizia, deperendo e trascinando con sé le prospettive dello stesso sistema bancario».

Asfissia creditizia che naturalmente non riguarda solo le imprese. Anche le famiglie hanno infatti sofferto la stretta, pur facendo registrare una contrazione minore: i finanziamenti – ha precisato il governatore – sono scesi "solo leggermente". Solo leggermente, ma comunque scesi. Così come sono scesi – anzi crollati – i nuovi depositi: -80% nel 2011 secondo i dati forniti dallo stesso Visco. Praticamente una vera e propria fuga dai conti correnti.

E il 2012 non promette bene, dal momento che – come ormai acclarato – sarà un anno di recessione piena (-1,5% secondo le stime della stessa Banca d’Italia). Insomma, c’è poco da stare allegri. Anche perchè i rischi restano, la crisi continua a mordere e il 2013 – l’anno della prevista ripresa – non è proprio dietro l’angolo. Arrivare esausti a quel traguardo complicherebbe le cose. Anche per questo bisogna uscire il più in fretta possibile da questa fase di “asfissiante” credit crunch. Concedere pochi finanziamenti alle imprese e alle famiglie, significa concedere meno occasioni alle prospettive di crescita dell’intero paese.