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Un pieno da record (e un “tesoretto” da 4 miliardi nelle casse dell’Erario)

Quattro miliardi di euro. È l’extragettito incassato negli ultimi quattro anni dall’Erario italiano a fronte dell'aumento del costo della benzina e del gasolio per autotrazione. È quanto emerge da un'analisi condotta dall'Ufficio studi della Cgia di Mestre. L’extragettito è dovuto alla maggiore incidenza che hanno avuto sul prezzo alla pompa sia l'Iva (2,33 mld), sia le maggiori accise (1,7 mld).

Il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi, ha chiesto al Governo di restituire il “tesoretto” agli automobilisti italiani vessati dai continui aumenti dei prezzi ai distributori. Ancora ieri mattina hanno messo mano ai listini quasi tutte le compagnie. Dall'inizio dell'anno i prezzi della verde sono aumentati in media di 12,3 centesimi al litro (Iva inclusa) e la verde è sempre più vicina a quota 2 euro. Si va ormai di record in record.

A pesare sull'aumento dei prezzi sono certamente anche le condizioni geopolitiche (che stanno portando a rialzi a ripetizione delle quotazioni del greggio al barile). Ma il dubbio che le compagnie petrolifere – che in Italia godono di rendite di posizione e condizionano il mercato -  stiano approfittando della situazione è forte. Per le associazioni dei consumatori il meccanismo è il solito: quando i prezzi del petrolio salgono quelli alla pompa schizzano a tutta velocità, mentre quando il greggio cala l’adeguamento al ribasso è sempre più lento. Chissà come mai.