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L’economia mondiale gira più lentamente, gli scambi commerciali ne risentono

Rallenta la crescita economica nei paesi del G20. Secondo la rilevazione effettuata nei giorni scorsi da Fmi e Ocse, nel quarto trimestre del 2011 il Pil dei paesi che appartengono all’area del G20 ha frenato a un +0,7% rispetto al +0,3% del trimestre precedente. E – secondo le prime stime - nell'intero 2011 la crescita si attesterebbe ad un modesto +2,8%, rispetto al robusto 5% del 2010.

All'interno del gruppo del G20 l'andamento dell'economia appare piuttosto contrastata. Sempre nella quarta frazione dell’anno scorso,  il Pil è infatti aumentato dello 0,7% negli Stati Uniti (+0,5% nel trimestre precedente) e del 2% in Cina (ma per il 2012 Pechino ha tagliato drasticamente le stime, portandole al 7,5%), mentre Giappone ed Eurolandia hanno registrato un andamento negativo (rispettivamente -0,2% e -0,3 per cento).

Tra i singoli paesi, l'Italia ha fatto segnare la performance peggiore con una flessione dello 0,7 per cento. Crescita negativa anche per Germania e Gran Bretagna, quest’ultima fra l’altro con 2,67 milioni di senza lavoro e un tasso di disoccupazione all’8,4% (livello record negli ultimi 17 anni). In accelerazione, invece, Indonesia (con un +2,1% dopo il +1,4% del terzo trimestre), Sud Africa (+0,8% da +0,4%) e India (da +0,9% a +1,8%).

A fotografare il rallentamento della congiuntura mondiale contribuisce anche il dato sull’andamento del commercio estero. Secondo i dati diffusi a fine febbraio dall’Ocse, gli scambi commerciali nel quarto trimestre del 2011 sono risultati in contrazione nelle principali aeree economiche del pianeta. Le importazioni di merci nei paesi del G7 e in quelli emergenti hanno registrato una flessione in valore pari a -0,2%, dopo il calo dello 0,7% del precedente trimestre. Molto peggio l'andamento delle esportazioni che hanno accusato una flessione dell’1,2%, dopo l'aumento dello 0,9% messo a segno nella frazione a settembre. Segni negativi per le principali economie dell'Eurozona: in Germania esportazioni in calo del 4%, importazioni -5,9%; in Francia -3,9% e -4,1%; in Italia -3,1% e -6,9%.

Le importazioni sono salite dell'1,8% negli Usa e del 4,7% in Cina, “ma – sottolinea l’Ocse – entrambi i paesi hanno registrato una contrazione delle esportazioni per la prima volta dal secondo trimestre del 2009”. In Giappone, le esportazioni sono scese del 5%, mentre la crescita delle importazioni si è ridotta all'1,2%. Bric’s contrastati: import ed export in calo in India e Sud Africa, in crescita in Russia e Brasile.