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È primavera, ma il Pil resta sotto lo zero. Economia italiana ancora in emergenza

Italia in recessione nel 2012 con un crollo dei consumi per effetto delle manovre di correzione dei conti pubblici che hanno sacrificato la crescita. L’ultima, in ordine di tempo, a tracciare un quadro a tinte fosche per l’economia italiana nell’anno in corso è stata Confcommercio da Cernobbio. Secondo l’associazione guidata da Carlo Sangalli, i consumi accuseranno una contrazione del 2,7% – proseguendo in un trend negativo – e torneranno ai livelli di 14 anni fa, mentre il Pil mostrerà una flessione dell'1,3% per poi avere una crescita nulla l'anno prossimo.

Qualche giorno prima era stato il presidente dell’Istat, Enrico Giovannini, a certificare la situazione di crisi in atto affermando che “nel primo trimestre del 2012 il Pil non è andato bene» e sottolineando come in questa fase “la recessione si caratterizza per un calo dei consumi, non degli investimenti grazie a una domanda estera che fa da calmiere”. Il presidente dell'Istat ha poi ricordato che dopo i dati negativi del Pil nell'ultima parte del 2011 (-0,2% nel terzo trimestre, -0,7% nel quarto”) “la variazione media annua già acquisita per il 2012 è pari a un calo dello 0,5%”.

Fatturato -4,4%, ordinativi -7,4%: a gennaio industria a marcia indietro. Le difficoltà di questa fase congiunturale trovano una conferma nei dati su fatturato e ordinativi all’industria. Il primo ha registrato a gennaio un netto calo, scendendo su base mensile del 4,9% e su base annua del 4,4% (ribasso tendenziale più consistente da novembre 2009), soprattutto a causa dell'andamento del mercato interno. Stesso discorso per gli ordinativi dell'industria, che lo scorso gennaio sono diminuiti del 7,4% su base mensile (dato destagionalizzato) e del 5,6% su base annua (dato grezzo). Ha ragione il premier Mario Monti che, sempre da Cernobbio, ribadisce: “Non siamo fuori dall’emergenza”.