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L’insostenibile pesantezza della burocrazia: alle imprese costa 70 miliardi l’anno

“Nel nostro Paese le imprese spendono 70 miliardi di euro l'anno per assolvere ai diversi adempimenti amministrativi, un costo stimabile in 4,6 punti di Pil e ad essi dedicano oltre 285 ore lavorative all'anno”. Lo ha reso noto ieri il presidente di Unindustria, Aurelio Regina, nel corso del convegno 'Buone pratiche di semplificazione tra Pubblica amministrazione e sistema produttivo'. Regina ha anche ricordato che “il costo per costituire un’impresa si aggira in Italia tra i 2.500 e i 4.000 euro, a fronte dei 400 della media europea.

Non a caso  il Doing Business della Banca mondiale – che misura l'impatto degli oneri burocratici sull'attività d'impresa – posiziona l'Italia all'87esimo posto su 183 Paesi, a metà tra Singapore che guida la classifica e il Ciad, all'ultimo posto”. Che sia necessario un impegno straordinario per semplificare e razionalizzare i processi, le funzioni e gli adempimenti che l'amministrazione, a diversi livelli, richiede a imprese e cittadini, mi pare sia un’evidenza difficilmente confutabile.

Dal ''Doing business'' emerge anche che il nostro Paese è sceso quest’anno dall'87esimo all’83 posto posto nella classifica mondiale dei paesi dove è più facile fare impresa, un livello ben distante da altri paesi europei come regno Unito (7esimo posto), Germania (19esimo), Francia (29esimo) e Spagna (44esimo posto). Le principali criticità che tengono gli investitori esteri lontano dall'Italia sono la difficoltà nel dare esecuzione ai contratti, in cui il nostro Paese riesce ad essere il 158esimo nel mondo, il pagamento delle tasse (134esimo posto al mondo), l'energia (109esimo posto) e l'accesso al credito (98esimo posto).