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Il governo sblocca i crediti della Pa: carburante per la produttività di 150mila imprese

Da venti a trenta miliardi di euro. Sono i crediti della pubblica amministrazione verso le imprese che il Governo si è impegnato a smaltire entro l’anno. “Carburante per riaccendere il motore della produttività”, ha detto il presidente del Consiglio, Mario Monti, precisando che “entro l’anno, in anticipo sulla scadenza di legge, il governo recepirà la direttiva europea sui tempi di pagamento della pubblica amministrazione». Il che vuol dire che da gennaio sarà dunque obbligatorio rispettare il termine massimo di 30 giorni.

Una svolta epocale che le 150 mila imprese che lavorano con la pubblica amministrazione aspettano da ormai troppo tempo. Il viceministro all’Economia, Vittorio Grilli, ha detto che «i decreti sui pagamenti non avranno nessun impatto sul debito pubblico». Se è vero, c’è da chiedersi allora come mai questo provvedimento non è stato varato prima: magari avrebbe salvato dal suicidio qualcuno di quei tanti imprenditori travolti dalla crisi.

Secondo una stima di Bankitalia, condivisa dal ministro Corrado Passera, i crediti tra le imprese e la P.a.ammonterebbero a 60-70 miliardi, cui ne vanno aggiunti altri 30-40 tra le imprese grandi e le piccole. Un “malloppo” che vale complessivamente oltre 100 miliardi di euro, ovvero circa 6 punti di Pil: carburante per riaccendere il motore della produttività, ma anche riaffermazione del sacrosanto principio che chi lavora ha il diritto di essere pagato. Prima che sia troppo tardi.