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I proclami (a vuoto) di Barroso e l’Europa che non riesce a volare alto

“Sarà ancora dura per qualche tempo, ma ce la faremo. Si sono compiuti progressi significativi nel trattare con le bad bank, regolare i mercati finanziari e riconoscere la necessità di un forte coordinamento politico nell’area dell’euro”.

È quanto scriveva il 3 marzo del 2010 il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, nella premessa al progetto “Europa 2020”, che come sottotitolo aveva “Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusive”. Quei “progressi significativi” di cui parlava Barroso era difficile vederli già allora, figuriamoci ora, con la crisi che nel frattempo a continuare a fare danni enormi. A distanza di oltre due anni, quelle parole suonano più che beffarde: le bad bank non sono sparite (la spagnola Bankia è solo l’ultima), la regolazione dei mercati finanziari lascia ancora a desiderare (e i derivati tornano a far paura), il forte coordinamento politico dell’area euro continua ad essere un sogno.

Fra gli obiettivi della strategia Europa 2020 c’erano “più posti di lavoro e una vita migliore”: su entrambi gli obiettivi le cose sono decidamente peggiorate. Ciò significa che – a dispetto dei proclami – l’Europa non è capace di promuovere “una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva”. E, probabilmente, non è capace nemmeno di tenere uniti i pezzi. Servono leader più audaci e ambiziosi. Meno “germano-centrici” o “franco-centirici” o “altro-centrici”…insomma con meno nazionalismo in corpo e più Europa. La priorità non è solo superare la crisi, ma trovare un assetto che consenta al Vecchio Continente di volare alto. “Dobbiamo pensare alla necessità di compiere i passi che mancano per una piena unione economica, così da completare l’unione monetaria”, diceva ancora ieri il presidente dellEsecutivo comunitario, sottolineando come in tal senso serva “un’unione bancaria con supervisione finanziaria integrata e uno schema unico di garanzie per i depositi bancari”.  Vada per l’unione bancaria europea. A patto che arrivi quanto prima quella politica, culturale e sociale. Non dimentichiamo che fatta l’Europa, dobbiamo ancora fare gli europei.