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L’export di calzature torna ai livelli pre-crisi, ma il mercato interno continua a soffrire

Anche il 2011 è stato un anno positivo per il settore italiano delle calzature. Nonostante il rallentamento che si è reso evidente nel quarto trimestre (-7%), l’export è infatti cresciuto del 12,7% in valore e del 3,4% in quantità – per un totale di oltre 7,4 miliardi di euro e 229 milioni di paia- bissando i successi del 2010 (+13,7%) e lasciandosi alle spalle l’annus horribilis 2009 (-15,9%). Le calzature tornano dunque a costituire una parte importante del made in Italy, incidendo significativamente sulla forza esportativa del Paese.

Cleto Sagripanti, presidente dell’Associazione nazionale calzaturifici italiani (Anci) non può che essere soddisfatto: “Abbiamo recuperato le quote di esportazione in valore e volume di tre anni addietro in quasi tutti i mercati. Complessivamente il raffronto con il 2008 pre-crisi evidenzia un incremento delle vendite estere del 7,8% in valore e del 3,2% in volume”, ha sottlineato Sagripanti in occasione dell'Assemblea generale in corso oggi a Milano. “Il comparto moda-calzature italiano attraversa questo momento di grande difficoltà economica internazionale con tante frecce al proprio arco e ha un potenziale ancora inespresso”, precisa il nr 1 dei calzaturieri.

Le sei aree di destinazione privilegiate sono soprattutto l’Europa (66,3%), l’America settentrionale (10,6%), l’Est Europa e la Comunità Stati Indipendenti (9,9%, con gradi potenzialità per la Russia), l’Asia (8,4%) e il Medio Oriente (2,4%).

Sagripanti non nasconde però la preoccupazione per l’andamento del mercato interno che “continua a stentare, alternando periodi di stagnazione a periodi di contrazione”.

  • mdpanurge |

    Comunque non siamo ancora ritornati al primo o al secondo dopoguerra, quando non erano in pochi a camminare a piedi scalzi o su surrogati scarpacei..O no? Non rimembra?

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