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La Francia perde lavoro, Hollande annuncia “sangue, sudore e lacrime”

Nel secondo trimestre di quest’anno la Francia ha perso 22.400 posti di lavoro nel settore commerciale, facendo registrare una contrazione dello 0,1% rispetto ai tre mesi a fine marzo. Su base annuale la perdità é ancora più consistente: i posti persi sono stato infatti 39.500 (-0,2%). L’Insee, l’Istituto di statistica transalpino, ha precisato che si tratta principalmente di lavori interinali e che nessun comparto é stato risparmiato. La crisi non ha risparmiato naturalmente il settore manifatturiero, che ha visto andare in fumo 7.700 posti, una cifra in linea con quella dei tre mesi precedenti (6.200); segno meno anche per costruzioni e terziario (-6.800 e -7.900) dopo l’incremento (rispettivamente di 3.100 e 25.900 unità) registrato nel primo trimestre.

Mercato del lavoro dunque sempre più critico, come certificato già nei giorni scorsi dal rapporto sull’occupazione nel seconda frazione dell’anno (disoccupati in crescita dal 9,6 al 9,7% e ai massimi dall’introduzione dell’euro).

Per far fronte al difficile momento della congiuntura, il presidente Hollande ha annunciato ieri l’arrivo di una nuova manovra da 30 miliardi per ridurre il deficit al 3% nel 2013: dieci di tagli alla spesa e 20 di nuove tasse. Un obiettivo irrinunciabile – ha sottolineato Hollande – non solo “per conservare la credibilità della Francia di fronte ai mercati finanziari al fine di finanziare il nostro debito a tassi di interesse ai minimi”, ma anche “per trovare margini di manovra necessari” per il futuro. Un futuro che nelle intenzioni del presidente deve restituire alla Francia anche la Tripla A tolta all’inizio dell’anno dall’agenzia di rating Standard & Poor’s. Non importa se per raggiungere l’obiettivo i francesi dovranno versare “sangue, sudore e lacrime”.