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Nel 2050 Italia più vecchia, multietnica e sempre più concentrata al nord

«Nel 2050 gli over-65 supereranno il 30% della popolazione italiana (dall’attuale 20%), mentre gli over-80 passeranno dal 5,8 al 15 per cento». La fotografia è stata scattata questa mattina a Roma dal presidente dell’Istat, Enrico Giovannini, nel corso di “Italia + 30”, la convention organizzata dall’Istituto Piepoli. Fra 40 anni, ha aggiunto Giovannini, “la popolazione straniera passerà dall’attuale 7% al 17%” – innescando un vero e proprio "cocktail di culture" – e rappresenterà il 25% della popolazione del Nord-Ovest”. La questione dell’integrazione – ha rimarcato Giovannini – è dunque “vitale per il futuro del nostro Paese”.

Tra il 2010 e il 2050 ci sarà inoltre, secondo il numero uno dell’Istituto di statistica, “un aumento di quasi il 20% della popolazione al Nord-Est e una riduzione di quasi il 15% nel Mezzogiorno”. Giovannini ci ha tenuto a precisare come sia “importante conoscere oggi per  prendere in tempo le decisioni giuste” e come “bisogna ragionare su ciò che vogliamo fare per rendere il futuro più simile a quello che vorremmo”. Tracciando gli scenari al 2040, e ponendo all'attenzione  della platea la questione demografica, dello sviluppo tecnologico e dei temi energetici, Giovannini ha spiegato che “nel 2050 la  popolazione mondiale sarà di circa 9 miliardi di persone a fronte dei 3 miliardi del 1960”, mentre in Italia la popolazione sarà di 62,3 milioni nel 2037, ma si ridurrà a 61,5 milioni nel 2050”.

Giovannini si è detto inoltre preoccupato – e a ragione – dei dati sugli abbandoni nella scuola dell’obbligo (il 18% per gli italiani ed il 40% degli stranieri) e dei numeri relativi ai cosiddetti "neet" (i giovani che non studiano, né lavorano), arrivati al 21,5%. “C’è – avverte il presidente Istat- un ritardo enorme da colmare rispetto ad altri paesi Ue”. E, aggiungiamo noi, rispetto a quanto può tollerare il comune buon senso.