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La crisi infinita: sempre più poveri bussano alle porte della Caritas Ambrosiana

Nel 2011 oltre 13mila persone si sono rivolte ai centri di ascolto della Caritas Ambrosiana per chiedere aiuto, il 6% in più rispetto al 2008, primo anno della crisi”. Più di 8mila risultavano residenti nella ricca Milano. E’ quanto emerge dall’11° Rapporto sulle povertà nella diocesi di Milano diffuso questa mattina dalla stessa. “Ad aumentare in modo più significativo (di quasi quattro volte in dieci anni) sono i poveri cronici, coloro cioè che si rivolgono per almeno due anni consecutivi alla nostra rete di assistenza”.

Il lavoro è il problema principale per quasi due persone su tre. “A dichiarare di avere bisogno di lavoro sono gli stranieri comunitari (il 74,2%) e regolari (67,9%). Seguono gli irregolari (58,2%) e gli italiani (46,7%)”.

Il secondo bisogno più rilevante è il reddito che riguarda quasi la metà degli utenti (47,8%). Fra le richieste principali risultano in rialzo rispetto al 2007 quelle per sostegno personale (dal 19,8 al 24,1%), beni materiali e servizi (dal 23,9 al 32,2%) e sussidi (dal 6,7 all’11%). In lievo calo, pur continuando a riguardare oltre una persona su due, risultano invece le richieste di lavoro (da 58,9 a 51,7).

Il rapporto sottolinea una verità amara, ovvero che “chi scivola nella povertà, ci rimane più a lungo” e che spesso “non basta più nemmeno trovare un lavoro per rimettersi in piedi”. Compito della comunità è trovare “forme nuove di solidarietà” che diano una risposta a chi vive questa condizione di disagio. Una risposta che da sola certo non risolve il problema, ma almeno allevia la sofferenza di quanti finiscono nel vortice di questa crisi infinita “che spinge sempre più in basso chi ha la disgrazia di finirci dentro”.