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Le imprese cooperative battono la crisi: +8% l’occupazione fra 2007 e 2011

Un milione e 341mila unità, 36mila in più rispetto ai livelli dell’anno precedente. Sono le persone che lavorano nelle circa 80mila imprese cooperative italiane, un settore che contribuisce al 7,2% dell’occupazione creata dal sistema delle imprese.  Il dato emerge dal “I Rapporto sulla cooperazione in Italia” realizzato dal Censis per l’Alleanza delle Cooperative Italiane e conferma il trend positivo e anticiclico di questo segmento produttivo. Negli anni della crisi, tra il 2007 e il 2011, gli occupati nelle cooperative hanno infatti registrato un aumento dell’8% (+2,8% nei primi nove mesi del 2012) a fronte di un calo dell’1,2% dell'occupazione complessiva e del 2,3% nelle imprese.

Secondo il presidente di Legacoop, Giuliano Poletti, <dall'indagine del Censis emerge chiaramente che il mondo cooperativo ha una buona attitudine a misurarsi con i problemi posti dalla crisi> anche se <c’è ancora lavoro da fare sulle aree di potenziale crescita della cooperazione, ad esempio le attività professionali e i servizi legati alla rete>. Per Poletti, inoltre, <la cooperazione è un soggetto economico importante e non marginale che ci spinge a lavorare sul terreno dell'innovazione e della internazionalizzazione per evitare che invecchi insieme con i settori nei quali è tradizionalmente presente>.

I settori in cui le cooperative forniscono l'apporto più rilevante sono il terziario sociale (vi è occupato il 23,6% dei lavoratori), in particolare il comparto sanità e assistenza sociale (49,7%), i trasporti e la logistica (24%), i servizi di supporto alle imprese (15,7%). Le cooperative presentano anche una struttura dimensionale più ampia rispetto alle imprese tradizionali: a fronte di una media di 3,5 addetti per impresa, le cooperative ne contano 17,3.

Secondo l'indagine del Censis, il 40,2% delle cooperative sta attraversando una fase stazionaria, il 24,6% vive un periodo di consolidamento, il 17,4% è in crescita e solo il 17,7% si trova in gravi difficoltà. Le più colpite dalla crisi sono le piccole cooperative, meno attrezzate per rispondere alla difficile congiuntura. Il 31% di quelle con meno di 10 addetti si trova in una fase di ridimensionamento (contro il 14,6% di quelle con 10-19 addetti, il 10,5% di quelle con 20-49 addetti e l'8% di quelle con più di 50 addetti).

Per l'immediato futuro gli obiettivi prioritari delle coop sono la riduzione dei costi (41,2%) e l’accesso a nuovi mercati (35,3%), anche se esse sono generalmente poco orientate a operare all'estero: solo il 7,4% esporta e il 2,2% è impegnato in joint venture con stranieri. Il primato dell'export spetta all’agroalimentare (26,3% delle coop). Un ultimo dato: la maggior parte delle imprese cooperative non crede a un’effettiva ripresa nel 2013. Per la crescita, insomma, si dovrà “attendere ancora”. Una ragione in più per spingere questo modello, che trova anche nella solidarietà un motivo fondante.