Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Napoli, lavoro sempre più frammentato: i contratti durano anche un solo giorno

Un mercato del lavoro sempre più frammentato, in cui diminuiscono i rapporti a tempo indeterminato e i contratti a termine interessano oltre la metà dei 100mila rapporti di lavoro attivati in media a trimestre a Napoli e provincia. È quanto emerge dal rapporto congiunto della provincia partenopea con Italia Lavoro che analizza la domanda occupazionale nel triennio 2009-2011 attraverso i dati delle Comunicazioni Obbligatorie (CO) ai Centri per l’impiego. Dati che confermano una realtà stranota e non solo a Napoli, ovvero il massiccio ricorso al lavoro a tempo determinato come “ombrello” contro la crisi.

I dati più significativi riguardano le cessazioni. A fronte di una crescita sia dei licenziamenti sia delle dimissioni, il 67% di esse riguarda la naturale scadenza dei termini contrattuali. Tra i contratti a tempo determinato, i due terzi delle cessazioni è entro il mese e una quota tra il 22 e il 30% addirittura entro un giorno. Gli oltre 57mila datori di lavoro che hanno effettuato assunzioni nel 2011 hanno in media attivato poco più di 7 contratti di lavoro, ma nello stesso periodo ne hanno cessati poco meno di 7; insomma, quasi il 60% dei datori di lavoro è “a saldo 0”, ovvero ha attivato e cessato lo stesso numero di contratti, ma sono in crescita anche i datori a saldo negativo.

Una realtà drammatica, quella del capoluogo campano. Come testimoniato, il 26 novembre scorso, anche dall’indagine del Sole 24 Ore sulla qualità della vita nelle province italiane. Napoli si colloca al penultimo posto nella classifica generale e all’ultimo – assieme a Salerno – per “tenore di vita”. Anche negli grandi indicatori presi in considerazione dal quotidiano la posizione non è certo delle migliori: nella graduatoria “servizi, ambiente, salute”, Napoli si piazza all’84° posto, in “affari e lavoro” al 93°, nella sezione “ordine pubblico” al 91°, nel “tempo libero” al 78°.