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Famiglie in difficoltà, banche sempre più avare nella concessione di prestiti

Nove milioni. Tante, secondo uno studio della Cgil, sono state nel 2012 le persone in difficoltà per quanto riguarda il lavoro. In questa “area di difficoltà” il sindacato include disoccupati, scoraggiati, cassaintegrati e lavoratori precari. Milioni di persone che soffrono più di tante altre l’impatto di questa crisi infinita e dei suoi “derivati”, come la continua contrazione degli aiuti da parte delle banche.

A gennaio, secondo i dati contenuti nel rapporto mensile dell’Abi, è stato registrato addirittura un calo del 3,3% dei prestiti a famiglie e imprese (a 1.467 miliardi di euro) che arriva dopo la flessione del 2,5% fatta segnare a dicembre. Una caduta del genere, spiega il chief economist dell’Abi Gianfranco Torriero, non si era mai registrata nella serie storica di questo aggregato che risale a giugno del 1999 e si giustifica – a parere dell’esperto di Palazzo Altieri – con i «sei trimestri di recessione» che sta vivendo l’Italia. Il segmento a breve termine (fino a un anno) ha segnato una flessione annua del 5,3% (-1,7% a fine 2012), mentre quello a medio e lungo termine (oltre un anno) ha segnato un calo del 2,5% (-2,8% a fine 2012).

“In gran parte del nostro Paese si vive in una condizione di miseria e non di povertà, di rassegnazione ed impossibilità di cambiamento”, ha detto la segretaria della Cgil, Susanna Camusso. Una condizione che non risparmia neanche la ricca Milano, città che vede ogni giorno più di 10 famiglie chiedere aiuto al fondo anticrisi del Comune. Un numero certamente trascurabile, segnale però di un malessere diffuso .