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Atene chiude la tv pubblica e spegne la democrazia

Dalla mezzanotte appena trascorsa la televisione pubblica greca non trasmette più. Il governo di Atene ha dato ieri l'annuncio a sorpresa e ha immediatamente messo in applicazione la decisione di oscurare i tre canali della televisione pubblica Ert. Nella serata di ieri la polizia greca ha neutralizzato il principale trasmettitore situato sul monte Hymette, ad est di Atene.  Tutti i 2.656 attuali dipendenti dell'Ert riceveranno una buonuscita e saranno autorizzati a presentare la loro candidatura alla nuova struttura privata che prenderà il posto di quella pubblica.

Poco dopo l'annuncio del governo migliaia di persone si sono radunate spontaneamente davanti alla sede principale della Ert nella periferia nord di Atene per dimostrare il loro sostegno alla televisione pubblica.  Il sindacato dei giornalisti Poesy ha convocato uno sciopero immediato di sostegno nel settore dei media privati. Chiudendo l'Ert, il governo si assicura con un colpo solo, secondo i sindacati, l'obiettivo imposto dai creditori della troika di sopprimere 2.000 impieghi pubblici entro la fine di giugno. La Confederazione dei quadri del servizio pubblico Adedy ha definito il decreto come un vero "colpo di stato".

L'Unione europea di Radiodiffusione (Uer) ha chiesto ufficialmente alla Grecia di revocare la sua decisione di chiudere la radiotelevisione pubblica invitando il premier greco Antonis Samaras ad "utilizzare tutti i suoi poteri per annullare immediatamente questa decisione". "L'esistenza di media del servizio pubblico e la loro indipendenza nei confronti del governo sono fondamentali per le società democratiche", sottolinea l'ente associativo di operatori pubblici e privati del settore della tele-radiodiffusione in Europa.

A chiedere alla Grecia di fare subito marcia indietro sulla sua decisione è anche Reporter senza frontiere. Il segretario generale dell'organizzazione di difesa della libertà di stampa, Christophe Deloire, si chiede ironicamente se il governo greco sta pensando di risparmiare sulla democrazia. “La crisi economica è già pericolosa per questo paese, dove la democrazia è nata. Sospendere le reti del gruppo Ert testimonia disprezzo per la libertà di informazione.RSF ricorda che la Grecia occupa l'84/o posto nella classifica mondiale 2013 per la libertà della stampa (che comprende 179 paesi) avendo perso 14 posti rispetto al 2012.

Sdegno per la decisione del Governo ellenico anche in Italia. Annunciando che saranno concordate con la Federazione Nazionale della Stampa "iniziative di mobilitazione insieme alle Associazioni europee e internazionali", l’esecutivo del sindacato dei giornalisti Rai (Usigrai) ha sottolineato che "quando si spegne l'informazione, si spegne la democrazia”. Niente di più vero. E niente di più intollerabile. Il risanamento del Paese – di qualunque Paese – non può e non deve passare attraverso la chiusura del servizio pubblico radiotelevisivo”.