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L’Eurozona ritrova un po’ di fiducia, chissà che non ritrovi presto anche la ripresa

L’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione Ue è salito a giugno da 89, 5 a 91,3 toccando il massimo dallo stesso mese dell’anno scorso. I dettagli dell’indagine mostrano un miglioramento della fiducia nell’industria (a -11,2 da un precedente -13) con il relativo indice tornato sui livelli di febbraio. Sono migliorate, in particolare, le attese per i prossimi mesi, come dimostrano anche la risalita delle “intenzioni ad assumere” sul livello di dicembre 2012 (comunque ancora in un quadro di contrazione dell’occupazione). Miglioramento della fiducia anche nel settore del commercio al dettaglio (a -14,4 da un precedente -16,7) e nelle costruzioni (a – 32,2 da -33,6, su un livello comunque ancora depresso). È scivolata, invece, la fiducia nel settore dei servizi (a -9,5 da un precedente -9,2) a causa del peggioramento della domanda nel corso dell’ultimo mese. Le indagini della Commissione Ue sembrerebbero suggerire, secondo gli esperti di Intesa Sanpaolo, una ripresa dell’area euro a inizio estate. Staremo a vedere.

Intanto c’è da registrare – sempre in tema di fiducia – il calo inaspettato dell’indice dei consumatori francesi (a 78 punti dai 79 di maggio) che ha toccato fra l’altro il nuovo minimo storico dall’inizio della serie (1972). Quel che è peggio, è che l’aumento della disoccupazione, la riduzione dei salari e l’incremento della pressione fiscale non lasciano sperare nel trimestre in corso in una ripresa dei consumi – tradizionale motore dell’economia transalpina – a supporto della crescita (nel trimestre precedente erano calati – trimestre su trimestre – dello 0,1 per cento).

Il mercato del lavoro tedesco continua intanto a brillare: a giugno il tasso di disoccupazione è rimasto fermo al 6,8% della popolazione attiva, ma il numero dei disoccupati è diminuito di 12 mila unità controbilanciando quasi interamente l’aumento del mese precedente. Nonostante il rallentamento ciclico fra fine estate e la primavera di quest’anno, le imprese tedesche hanno assunto negli ultimi sei mesi oltre 200 mila lavoratori.

A fine settimana sono arrivate indicazioni macro anche da Stati Uniti e Giappone. Dai dati Usa è emerso un aumento della spesa personale a maggio (+0,3% su base mensile, dopo però aver fatto registrare il mese precedente un calo della stessa entità) anche se gli analisti hanno rivisto verso il basso il dato sui consumi complessivi da inizio anno.

I dati macro giapponesi hanno segnalato, invece, accelerazione della crescita (Indici Pmi, produzione industriale, vendite al dettaglio), buon andamento del mercato del lavoro e fine della deflazione. La pubblicazione del rapporto Tankan (lunedì primo luglio) dovrebbe risultare in linea con le indicazioni dei dati mensili: gli analisti prevedono un rialzo per l’indice delle grandi imprese manifatturiere (a 3 da -8 di marzo) e per quello che misure le aspettative (a 7 da -1 a marzo).