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Tagliare le pensioni più alte, alzare quelle più basse: un atto di giustizia oltre che di buon senso

Pare si stia lavorando all’idea di tagliare le pensioni più alte con l’istituzione di un fondo di solidarietà che porti a un aumento degli assegni minimi. I tecnici sarebbero già al lavoro per superare gli ostacoli di ordine politico, ma anche giuridico: recentemente la Corte costituzionale si è infatti pronunciata contro il prelievo fino al 15% sui redditi previdenziali sopra i 90mila euro. Un riequilibrio, anche parziale, sarebbe un atto di giustizia.

Basta vedere i numeri. Oltre mezzo milione di italiani – 513,876 per l’esattezza – può contare su un assegno superiore ai 3mila euro; fra questi italiani ci sono anche circa 100mila pensionati d’oro che costano alla casse dello Stato 13 miliardi di euro. Oltre 1,3 milioni di pensionati di euro ne prendono fra i 2mila e i 3 mila euro. A questo esercito di “superfortunati” si contrappongono quasi 5 milioni e mezzo di pensionati che possono contare su un assegno fino a 499 euro e oltre 6.300mila con una pensione da 500 a 999 euro. In più di 11milioni vivono dunque con una pensione che non raggiunge i mille euro al mese.  A questi vanno aggiunti circa 4,8 milioni di pensionati con un assegno compreso fra 1.000 e 1.999 euro. Sarà anche a prova di ricorso, ma un provvedimento che vada verso una più equa distribuzione delle risorse previdenziali appare più che mai necessario.

  • Max |

    Secondo me ghichi ha sostanzialmente ragione. Andrebbe fatto un ricalcolo della pensione e, nel caso che la pensione contributiva sia inferiore a quella percepita (99%), sulla differenza andrebbe fatto un prelievo (incrementale con la differenza). Pero’ il prelievo non puo’ essere una tassa. Il modo giuridicamente corretto, a mio parere, di vedere il prelievo e’ di usarlo come controbuto previdenziale che va a sommarsi alla somma maturata e che quindi l’anno dopo permettera’ una la pensione contributiva piu’ alta, con riduzione automatica della sperequazione.

  • Broker |

    Sono d’accordo a metà.
    Ok, non solo per equità ma anche per giustizia (visto che grazie al sistema retributivo quelle pensioni sono ben superiori agli effettivi contributi versati), per il taglio alle pensione alte.
    Completamente in disaccordo che queste vadano utilizzate per alzare le minime. Quelle pensioni sono frutto di gente che non ha versato i contributi (o ne ha versati pochi). Ed è inverosimile che nel periodo di boom economico, come chiaramente scritto anche nel libretto sulle pensioni del Sole 24 Ore, così tante persone non abbiano pagato i contributi.
    I più di questi sono gente che non ha lavorato o ha evaso i contributi e le tasse.
    Se poi ci sono situazioni reali di disagio, si interviene con sussidi pubblici (pagati dalla collettività con le tasse, non con il sistema previdenziale).

  • prenesfo |

    Ho un unico dubbio.
    Bastera’ il solo tagliare le pensioni piu’ alte per aumentare degnamente quelle piu’ basse?
    Eticamente pero’ e ne sono convinto, e’ assolutamente giusto farlo.

  • kurt |

    La sentenza è ineccepibile. La pensione è reddito, quindi la tassa dovrebbe essere applicata, per equità, a tutti i redditi superiori al limite di legge. Invece, mi piacerebbe conoscere il dato disaggregato delle pensioni più basse per fascia di contributi versati nell’intera vita lavorativa. Sapere quanti contributi hanno versato (evasori in testa) chi non ha mai lavorato ecc.
    In più, visto che si parla di equità, la Legge farà differenza tra chi percepisce la pensione in ragione di calcoli contributivi e figurativi? Penso proprio di no, il risultato sarà che chi paga tanto per la propria pensione prenderà meno di quanto dovrebbe e chi evade e non ha mai pagato percepirà una ingiusta pensione.
    Se vogliamo equità mettiamo nei calcoli anche il patrimonio! Conosco personalmente pensionati che non hanno mai lavorato e hanno significativi patrimoni in obbligazioni che pagano le tasse alla fonte (12,5% o 20%). Basta con questa storia del reddito! La ricchezza, quindi la capacità contributiva, è fatta sia di stock sia di flussi. In Italia chi ha tanto (patrimoni) frega chi ha poco (salariati) facendo fare una guerra tra i salariati che percepiscono redditi superiori e inferiori. E’ mai possibile che i politici dichiarino redditi attorno ai 130/150 mila euro e facciano quella vita? A me nessuno ha mai regalato una casa a “mia insaputa”

  • Newcentury |

    Tagliare le pensioni e’ un atto di profonda ingiustizia. Ricalcolarle con il sistema contributivo e’ invece una cosa giusta. Ad ognuno in funzione di quanto effettivamente versato. La solidarieta’ sociale avviene gia’ con la forte progressivita’ fiscale.

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