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Rimesse degli immigrati in lieve calo nel 2012, a 6,8 miliardi. Da Roma e Milano i contributi maggiori

Oltre 6,8 miliardi di euro. A tanto sono ammontate nel 2012 le rimesse degli immigrati dall’Italia verso i paesi di origine. Un dato in calo rispetto ai livelli dell’anno precedente (7,39 miliardi), ma in rialzo rispetto al quadriennio 2007-2011. A far la parte da leone sono state Roma e Milano, con – rispettivamente – quasi due miliardi di euro (28,4% del totale italiano) e oltre 965milioni (il 14,1%).

Nel caso del capoluogo lombardo, la Cina resta il Paese di maggiore destinazione delle rimesse milanesi, quasi 450 milioni di euro il 46% del totale, seguita da Filippine, Perù ed Ecuador. L’Egitto, pur vantando la comunità di residenti stranieri più numerosa, ha ricevuto appena 4,7 milioni di euro.

<Nonostante la crisi – sottolineano gli esperti della Camera di Commercio che hanno lavorato su dati registro delle imprese, Istat, Banca d’Italia e World Bank – gli immigrati milanesi  continuano a inviare alle famiglie di origine in media più di quelli lombardi e italiani: quasi 3 mila euro a testa contro rispettivamente 1.524 e 1.686 euro, il 76% in più rispetto alla media italiana e il 95% rispetto alla media lombarda>. E così, crisi o non crisi, sono quasi 700 mila le famiglie nei rispettivi paesi di origine mantenute grazie alle rimesse degli immigrati milanesi (considerando i loro consumi medi annuali: ultimo dato disponibile). Di queste, oltre 300 mila solo in Cina, 100 mila nelle Filippine, 25 mila in Perù e 17 mila in Ecuador. Dai dati della Camera di Commercio emerge anche un aumento degli immigrati imprenditori in provincia di Milano: le imprese straniere sono quasi 35 mila, in crescita del 6,9% in un anno rispetto al 2012. Tra le comunità più attive ci sono egiziani, cinesi e rumeni.

Per capire l’importanza economica delle rimesse verso i Paesi in via di sviluppo basta un solo dato: esse superano di cinque volte – a livello mondiale – gli aiuti ufficiali per lo sviluppo.