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I maltrattamenti provocano enormi danni ai bambini (e ci costano lo 0,8% del Pil)

Tredici miliardi di euro. È l’amara “bolletta” che paga ogni anno l’Italia per rimediare ai maltrattamenti degli oltre 100mila minori (quasi  l’1% dell’intera popolazione minorile) finiti in carico ai servizi sociali per colpa di adulti incapaci di stabilire un comportamento corretto con i bambini che hanno in carico. È quanto emerge dal rapporto 2013 redatto da Bocconi, Terre des Hommes e Cismai (Cordinamento italiano dei servizi contro il maltrattamento all'infanzia) e presentato oggi in vista degli Stati generali sul maltrattamento all’infanzia in Italia, in calendario il 12 dicembre a Torino. Una spesa rilevante – circa lo 0,8% del Pil – e indegna di un Paese che vuole essere civile. Il maltrattamento durante l’infanzia, infatti, procura ai minori intollerabili danni fisici e morali che hanno un impatto significativo anche sulla qualità della vita degli anni a venire. Una barbarie cui porre fine.

I numeri. Tra i costi diretti per la cura e l’assistenza dei bambini vittime di maltrattamento, lo Stato spende annualmente 49,8 milioni di euro per le cure ospedaliere, 21 milioni di euro per la cura della salute mentale, mentre per i costi di welfare si sommano le spese per strutture/prestazioni residenziali (163, 8 milioni), di affido familiare (12,6 milioni) e per il servizio sociale professionale (38 milioni). La spesa per interventi diretti per il rispetto della legge è stata stimata in 3,166 milioni di euro e per la giustizia minorile in ben 50 milioni.

Il bambino maltrattato, poi, crescendo spesso diventa un adolescente e un adulto problematico, che può gravare sulla collettività. Proprio i costi indiretti sono quelli più pesanti: si passa attraverso i 209 milioni di euro spesi per l’educazione speciale, ai 326 milioni per la cura della salute da adulti, 5,3 miliardi per spese di criminalità adulta, 152 milioni per delinquenza giovanile e 6,648 miliardi di euro di perdite di produttività per la società.

Cambio di rotta. Federica Giannotta, responsabile Diritti dei bambini di Terre des hommes, chiede un urgente cambio di rotta nelle politiche dell’infanzia del nostro Paese, ritenendo che quelle attuali siano “guidate da una miope tendenza ad un presunto risparmio, di cui pagano continuamente il prezzo i bambini”.