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Libertà economica: per l’Italia una classifica sempre più deprimente

Siamo ancora noni al mondo quanto a prodotto interno lordo, ma se si parla di libertà economica – dunque della possibilità di creare benessere – la nostra classifica è decisamente deludente. Nella graduatoria annuale stilata da Wall Street Journal e Heritage Foundation – dove, per il 20esimo anno consecutivo, si trova in testa Hong Kong – siamo infatti posizionati all’86esimo posto, ultimi fra i principali paesi industrializzati e dietro a Paesi certamente meno blasonati come Kirghizistan e Samoa. Insomma, l’ennesima classifica dove l’Italia assolutamente non brilla.

Il Belpaese rientra tra i Paesi «moderatamente liberi» e pur con un miglioramento di 0,3 punti rispetto al 2013 (a 60,9, il livello più alto degli ultimi 4 anni) perde tre posizioni rispetto alla classifica dello scorso anno (hanno fatto peggio solo Croazia, Russia, Moldova e Grecia). Il nostro Paese è sopra la media mondiale (60,3 punti), ma sotto quella regionale (67,1): è infatti 35esima su 43 Paesi in Europa dove le eccellenze sono rappresentate da Svizzera (punteggio 81.6/100), Irlanda (76.2), Danimarca (76.1), Estonia (75.9), Regno Unito (74.9), Paesi Bassi (74.2), Lussemburgo (74.2), Germania (73.4), Finlandia (73.4) e Svezia (73.1).

Lo studio segnala miglioramenti nella libertà di investimento e di commercio, controbilanciati tuttavia da passi indietro nella libertà monetaria, imprenditoriale e dalla corruzione.

“Leggere l'Indice della libertà economica, per un italiano, é deprimente”, dichiara Alberto Mingardi, direttore generale dell'Istituto Bruno Leoni. “Questa classifica, nei vent'anni in cui é stata realizzata, non registra di fatto alcun miglioramento sensibile da parte del nostro Paese: il resto del mondo, nel suo complesso, ha fatto decisi passi in avanti verso una maggiore libertà economica, noi no. Queste classifiche non registrano il benessere attuale: ma le precondizioni della creazione di ricchezza. L'Italia é un Paese che, sia governato da tecnici o sia governato da politici, non si pone il problema di cambiare le sue istituzioni per liberare la creatività dei suoi cittadini. L'Indice della libertà economica ne dà conto impietosamente”.

Anche nel 2014 i  Paesi più economicamente liberi al mondo restano Hong Kong e Singapore, seguiti da Australia, Svizzera, Nuova Zelanda, Canada, Cile, Mauritius, Irlanda e Danimarca. Per la prima volta, gli Stati Uniti non figurano fra i primi dieci Paesi per libertà economica. Su 178 Paesi censiti, 114 godono oggi di maggiore libertà economica rispetto allo scorso anno, 59 di inferiore libertà economica.