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Quella corruzione sistemica che ci ruba il presente e pregiudica il nostro futuro

Nel suo primo rapporto sulla corruzione in Europa, la Commissione Ue bacchetta l’Italia. Secondo  Bruxelles la nuova legge italiana contro la corruzione è insufficiente, perché «non modifica la disciplina della prescrizione, la legge sul falso in bilancio e l’autoriciclaggio». L’Esecutivo comunitario scrive che «in Italia i legami tra politici, criminalità organizzata e imprese, e lo scarso livello di integrità dei titolari di cariche elettive e di governo sono tra gli aspetti più preoccupanti, come testimonia l’alto numero di indagini per corruzione».

Bruxelles ricorda che il fenomeno della corruzione in Italia «rimane preoccupante» perché vale circa 60 miliardi all'anno, pari a circa il 4% del Pil e suggerisce di «bloccare l’adozione di leggi ad personam».

Cose già sentite innumerevoli volte. E che ogni volta fanno però più male di prima. Anche la nostra Corte dei Conti continua a ripetere che la corruzione nel nostro paese ha assunto “natura sistemica” e che essa pregiudica il buon andamento dell’economia. Eppure si continua a far finta di niente e persino a gioire delle norme della Legge Severino sull’incandidabilità dei politici condannati definitivamente, una cosa che dovrebbe invece essere l’abc della moralità e della rappresentanza politica.

E non conforta il fatto che la corruzione sia un fenomeno europeo, dunque non solo italiano, come ha sottolineato la commissaria agli Affari Interni, Cecilia Malmstrom: la corruzione costa all'Europa 120 miliardi all'anno, «praticamente un bilancio Ue», e nessuno fra i 28 paesi dell'Unione ne è esente. In questo, come purtroppo in tanti altri casi, il mal comune non fa assolutamente mezzo gaudio. Anzi.

Occorrerrebbe fare di più a livello di prevenzione e repressione. Insistere sula tracciabilità del contante, prosciugare l'acqua nella quale nuotano i tanti, troppi, "pescecani". Servirebbero norme chiare e sanzioni efficaci. Punire i "delinquenti" con pene severe. Colpirne, insomma, uno per educarne cento". Ma, vista la classe politica di cui disponiamo in questo momento in Europa, è quasi come chiedere la luna.