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Gran Bretagna in salute: disoccupazione sotto il 7%, inflazione ai minimi e tassi bassi

Nel trimestre dicembre-febbraio il tasso di disoccupazione fra i sudditi di Sua Maestà è sceso al 6,9%, al di sotto della precedente rilevazione e delle attese degli analisti (entrambe fissate al +7,1%), ma soprattutto sotto della soglia del 7%, il livello fissato dalla Bank of England per avviare la stretta sui tassi di interesse, ora fermi al minimo storico dello 0,5%. Il numero di persone che hanno richiesto sussidi di disoccupazione è diminuito a febbraio di 30.400 unità, attestandosi al 3,4% della forza lavoro (in linea con le aspettative degli economisti).
I dati sul mercato del lavoro confermano che l’economia britannica gode di ottima salute. Come del resto avevano evidenziato qualche giorno fa i risultati di un’indagine del National Institute of Economic and Social Research (Niesr) secondo cui nei primi tre mesi dell’anno l’economia sarebbe cresciuta dello 0,9% (al ritmo maggiore dal 2010).
Secondo le stime contenute nel Budget 2014 - presentato al Parlamento il mese scorso dal cancelliere dello Scacchiere, George Osborne – il Pil britannico si dovrebbe attestare quest’anno al 2,7% (+1,9% nel 2013), un livello piuttosto alto che non dovrebbe comunque impedire al governo di continuare in un percorso di crescita virtuoso, basato su austerità e tagli alla spesa pubblica e teso a ridurre il deficit pubblico che ora si attesta al 6,6% (ma che nel 2010 era balzato a un pericoloso 11%) e che dovrà continuare a scendere nei prossimi anni fino ad azzerarsi nel 2019.
Il tutto al riparo, per il momento, da tensioni inflattive: a febbraio, l’indice dei prezzi al consumo ha infatti evidenziato un incremento mensile dello 0,5% (minimi da ottobre 2009) grazie alla riduzione dei prezzi dei carburanti, ma anche alle pressioni al ribasso sui prezzi di gas, luce, calzature e abbigliamento.

Nel trimestre dicembre-febbraio il tasso di disoccupazione fra i sudditi di Sua Maestà è sceso al 6,9%, al di sotto, dunque, della precedente rilevazione e delle attese degli analisti (entrambe fissate al +7,1%), ma soprattutto al di sotto della soglia del 7%, ovvero del livello fissato dalla Bank of England per avviare la stretta sui tassi di interesse, ora fermi al minimo storico dello 0,5%. Il numero di persone che hanno richiesto sussidi di disoccupazione è diminuito a febbraio di 30.400 unità, attestandosi al 3,4% della forza lavoro (in linea con le aspettative degli economisti). I dati sul mercato del lavoro confermano che l’economia britannica gode di ottima salute. Come del resto avevano evidenziato qualche giorno fa i risultati di un’indagine del National Institute of Economic and Social Research (Niesr) secondo cui nei primi tre mesi dell’anno l’economia sarebbe cresciuta dello 0,9% (al ritmo maggiore dal 2010). Secondo le stime contenute nel Budget 2014 – presentato al Parlamento il mese scorso dal cancelliere dello Scacchiere, George Osborne – il Pil britannico si attesterà quest’anno al 2,7% (+1,9% nel 2013), un livello piuttosto alto che non impedirà comunque al governo di continuare in un percorso di crescita costruttivo, basato su austerità e tagli alla spesa pubblica. Il tutto al fine di ridurre il deficit pubblico che ora si attesta al 6,6% (che nel 2010 era balzato a un pericoloso 11%), ma continuerà a scendere nei prossimi anni fino ad azzerarsi nel 2019. Il tutto al riparo, per il momento, da tensioni inflattive: a febbraio, l’indice dei prezzi al consumo ha evidenziato infatti un incremento mensile dello 0,5% (minimi da ottobre 2009) grazie alla riduzione dei prezzi dei carburanti, ma anche alle pressioni al ribasso sui prezzi di gas, luce, calzature e abbigliamento.