Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

L’economia tedesca continua a perdere forza. Ma il mal comune non è affatto un mezzo gaudio

Ifo in calo anche ad agosto. L’indice che misura la fiducia degli imprenditori tedeschi è sceso per la quarta volta consecutiva – a 106,3 punti, dai 108 del mese di luglio e dai 109,7 riportati a giugno – peggiorando le attese del mercato che stimava una discesa a 107,1 punti. In contrazione anche il sotto indice che misura la situazione corrente, pari ad agosto a 111,1 (112,9 a luglio), contro i 112 del consensus.
L’economia tedesca continua, dunque, a perdere forza. Lo riconosce lo stesso direttore dell’istituto economico Ifo, Hans-Werner Sinn: “Le imprese sono meno soddisfatte della situazione attuale dei loro affari, ma soprattutto guardano ai prossimi mesi chiaramente con più scetticismo”. Scetticismo confermato da un altro economista dell’Ifo, Klaus Wohlrabe, che parla di crescita vicina allo zero per il Pil tedesco nel terzo trimestre, dopo il calo dello 0,2 per cento registrato nella seconda frazione dell’anno. Secondo Wohlrabe, nel 2014 la crescita tedesca dovrebbe attestarsi a +1,5%, mezzo punto percentuale in meno rispetto a quanto previsto finora. L’economista conferma che la frenata tedesca è da imputarsi principalmente alla crisi ucraina e soprattutto alle sanzioni imposte nei confronti di Mosca (che hanno limitato il giro d’affari delle imprese). Secondo quanto emerge dall’analisi dell’Ifo, sia il gruppo Henkel che il colosso della difesa Rheinmetall avrebbero tagliato le loro previsioni di profitto per i prossimi mesi proprio a causa della crisi ucraina e delle sanzioni contro la Russia. A preoccupare particolarmente dunque è la frenata dell’export verso Mosca, la cui percentuale nei primi sei mesi dell’anno è calata del 15,5% a 15,3 milioni di euro soprattutto sul fronte dei macchinari. E il manifatturiero tedesco teme una ulteriore frenata. Una pessima notizia, per la Germania e per l’intera Eurozona. Un campanello d’allarme che non va sottovalutato.