Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Disuguaglianza e povertà in aumento, si torna a crescere combattendole sul serio

“La diseguaglianza nel mondo è cresciuta a livelli senza precedenti”. A dirlo, ultimo in ordine di tempo, è stato il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, intervenendo al Development commettee della Banca mondiale. Da tempo economisti di grande spessore – come Michael Spence – insistono su questo argomento mettendo in evidenza il fatto che “sono trent’anni o più che il divario nella distribuzione della ricchezza e del reddito è andato aumentando in molti Paesi” e sottolineando come la disuguaglianza sia da combattere “anche perché finisce col minare la crescita complessiva”.
Il tema, come è noto, è stato riportato sotto i riflettori dal best seller di Thomas Piketty, Il capitate nel XXI secolo. Con il suo libro-denuncia, l’economista francese ha suscitato intensi dibattiti sul capitalismo del 21° secolo sostenendo che ha bisogno di profondi correttivi politici per compensare una drammatica tendenza alla sperequazione. Lo stesso Visco dice che bisogna combattere per evitare che la diseguaglianza si trasformi in una forza «distruttrice», tale da «ridurre gli investimenti, diminuire gli incentivi e generare instabilità economica e sociale, così da comprimere infine anche la crescita».
Sante parole. Ma è ora che dalle parole si passi finalmente ai fatti. Sentiamo ripetere troppo spesso che bisogna fare questo e bisogna fare quest’altro, poi i dati statistici ci riportano alla cruda realtà. Qualche giorno fa la stessa Banca mondiale ci ha ricordato che il numero dei poveri nel mondo resta a livelli «inaccettabili»: nel 2011 erano ancora più di un miliardo (il 14% della popolazione mondiale), a fronte degli 1,2 miliardi del 2008 (19% della popolazione). E in questi ultimi anni di crisi il numero è probabilmente aumentato ancora.
Un problema che ci riguarda solo indirettamente? Assolutamente no. L’Istat ci ha ricordato che i dieci italiani più ricchi hanno un patrimonio pari a quello di quasi 500mila famiglie operaie messe assieme, Bankitalia ha calcolato che il 10 per cento delle famiglie più ricche possiede il 46,6% delle ricchezza netta familiare totale (45,7% nel 2010) e il Censis ha sottolineato come meno di 2mila italiani ricchissimi – membri del club mondiale di ultraricchi – dispongono di un patrimonio complessivo superiore a 169 miliardi di euro (senza contare il valore degli immobili): questo vuol dire che lo 0,003 per cento della popolazione italiana possiede una ricchezza pari a quella del 4,5 per cento della popolazione totale. Semplicemente intollerabile.
«Molto di più deve essere fatto per mettere fine alla povertà. Se è scioccante avere una soglia di povertà di 1,25 dollari al giorno, è ancora più scioccante che un settimo della popolazione mondiale viva al di sotto di questa soglia», ha detto Kaushik Basu, capo economista della Banca Mondiale. Disuguaglianza e povertà: due facce della stessa medaglia. Combatterle con efficacia è l’unico modo per assicurare al mondo una crescita inclusiva e sostenibile.