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E se i super-ricchi redistribuissero parte delle loro ricchezze? I’m a dreamer, lo so. Ma è Papa Francesco che ci chiede di “sognare cose grandi”

Nel mondo, è notizia di qualche giorno fa, ci sono 128mila super-ricchi che dispongono di patrimoni netti superiori a 50 milioni di dollari. Secondo il Global Wealth Report 2014 pubblicato da Credit Suisse, a dominare la classifica dei Paperoni mondiali sono gli Stati Uniti che contano 62.900 Ultra High Net Worth (Uhnw), il 49% del totale mondiale. Al secondo posto l’Europa che conta il 24% dei Paperoni ( equi a farla da padrone sarebbe il Regno Unito che secondo una lista pubblicata dal Sunday Times avrebbe più miliardari procapiti di qualsiasi altro Paese al mondo), a seguire l’Asia con il 20%. In Italia i super ricchi sono 3.322 (2,6% del totale). Dei 128mila super ricchi, 45mila ha un patrimonio che supera i 100milioni di dollari, 4.300 dispongono, invece, di patrimoni superiori ai 500milioni di dollari. Si tratta di persone che continuano ad incrementare le loro ricchezze, nonostante la terribile crisi economica che sta sferzando il mondo ormai da parecchi anni.
Gran parte di questi patrimoni – da 20 a 30mila miliardi secondo una stima di McKinsey – sarebbero nascosti nei paradisi fiscali e sfuggirebbero dunque al fisco e sarebbero – in ultima analisi – completamente sottratti alla collettività.
Al di là di ogni considerazione di tipo morale, viene da pensare che se questi Paperon de Paperoni redistribuissero, che so, il 50% del loro patrimonio in altrettante località del mondo bisognose di aiuto (non avrebbero che l’imbarazzo della scelta) disporrebbero ancora di una fortuna immensa e ci sarebbero nel mondo 128mila luoghi meno poveri e più sicuri. Se poi ripetessero ogni anno la stessa operazione avremmo alla fine un mondo di gran lunga migliore.
I’m dreamer, lo so! Ma è Papa Francesco a ricordarci che non dobbiamo avere paura di “sognare cose grandi”.