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Patto di stabilità meno “stupido”, Bruxelles scopre il valore della flessibilità

Disco verde della Commissione europea agli sforamenti del limite del 3 per cento sul deficit-Pil e dei limiti sul debito pubblico, se “limitati e temporanei” e quando derivanti dai contributi nazionali allo European Fund for Strategic Investments (Efsi) previsto dal piano di rilancio degli investimenti voluto dal presidente Jean-Claude Juncker. Una decisione, tardiva, ma pur sempre importante. Dà infatti più tempo nel raggiungimento degli obiettivi di bilancio a quei Paesi – come l’Italia – che stanno facendo le riforme. Lo scopo, precisa l’Esecutivo comunitario, è quello di “incoraggiare l’attuazione delle riforme, promuovere gli investimenti e prendere meglio in considerazione il ciclo economico in ogni Stato”. Le riforme – avverte però la Commissione – devono essere “importanti, con impatto positivo verificabile sul bilancio, e devono essere attuate”. Come dire, non basta annunciarle o limitarsi a scriverle.
“Da oggi il Patto di Stabilità è più intelligente”, ha detto il vicepresidente della Commissione Ue responsabile per l’euro, Valdis Dombrovskis, precisando che il pacchetto non richiede approvazione di Consiglio e Parlamento e dunque entra in vigore subito.
Passa, in qualche modo, la “linea Renzi”, che proprio oggi ha chiuso un semestre italiano di presidenza della Ue non proprio esaltante. La presidenza italiana ha prodotto accordi legislativi nel settore Ecofin (fine del segreto bancario, clausola anti abusi contro la doppia non imposizione fiscale delle imprese multinazionali, accordo su antiriciclaggio) e Renzi può legittimamente rivendicare di essere stato fra i primi a mettere l’accento su crescita e investimenti. Ma Il Rottamatore non è, tuttavia, riuscito a portare a casa dossier importanti per l’Italia come ad esempio il Made In. L’obbligo di indicare la provenienza dei prodotti non alimentari avrebbe dato una mano all’export italiano, ma il ministro Guidi non è stata capace di trovare un accordo con altri Stati in modo da fare blocco contro il niet della solita Germania. Un’occasione persa. L’ennesima.