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Quelle malattie causate da stili di vita sbagliati che seminano morte e mettono a repentaglio la sanità pubblica

Il mondo perde ogni anno prematuramente 16 milioni di persone a causa di malattie non infettive – dal diabete ai tumori – che potrebbero essere evitate. Lo afferma un rapporto dell’Organizzazione mondiale per la sanità – “Gestione e la prevenzione della malattie croniche” – che cinque anni ha lanciato un’iniziativa mondiale per ridurre le vittime di queste patologie entro il 2025. Patologie causate da abitudini nocive, quali il fumo, l’abuso di alcol, il consumo eccessivo di grassi, sale e zucchero e che – precisa l’Oms – costituiscono tutte assieme la prima causa di morte al mondo. Questa epidemia di “malattie dello stile di vita” provoca una minaccia molto più grande per la sanità pubblica di “qualunque altra epidemia conosciuta all’uomo” ha detto Shanthi Mendis, autore principale del rapporto.
Nel 2012 (ultimo anno a cui si riferisce il documento) ci sono stati nel mondo 38 milioni di morti per malattie non infettive, di cui il 42% evitabili attraverso politiche che riducano significativamente il consumo di tabacco, alcol e alimenti poco salutari, e che aumentino l’accesso alle cure universali.
Per l’Italia il rapporto vede un miglioramento, con la probabilità di morire tra 30 e 70 anni di malattie cardiovascolari, respiratorie, tumori o diabete che è passata dal 10,4% del 2010 al 9,8%, tra le più basse al mondo.
“La comunità globale – spiega il direttore generale dell’Oms Margaret Chan – ha la possibilità di cambiare il corso di questa epidemia di malattie non trasmissibili. Basta investire da 1 a 3 dollari a persona all’anno per ridurre drasticamente casi e morti”. È necessario, però, che ogni Paese intervenga al più presto. Per evitare altri decessi e per impedire la catastrofe della sanità pubblica.