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L’energia a buon mercato aumenta la fiducia, ma gli stipendi degli italiani restano ancora al palo

A gennaio la fiducia delle imprese è salita da 87,6 a 91,6 punti mettendo a segno il quarto aumento consecutivo e toccando i massimi dal settembre del 2011. Nello stesso mese la fiducia dei consumatori è passata da 99,9 a 104 punti (dopo il calo di tutta la seconda metà del 2014) attestandosi al top degli ultimi sei mesi. In entrambi i casi il morale è stato sostenuto in particolare dal calo dei prezzi dell’energia.
Fiducia imprese. Quadro generale in miglioramento seppur a macchia di leopardo. Bene servizi e costruzioni, male commercio al dettaglio. Migliora infatti il clima di fiducia delle imprese dei servizi di mercato (a 94,7 da 86,8) e delle imprese di costruzione (a 77,3 da 72,6), mentre scende lievemente quello delle imprese manifatturiere (a 97,1 da 97,3) e, in misura più consistente, quello del commercio al dettaglio (a 99,5 da 104,7). Nelle imprese manifatturiere peggiorano le attese di produzione (a 3 da 4) e rimangono stabili i giudizi sugli ordini (a -24); il saldo dei giudizi sulle scorte di magazzino passa a 1 da 2.
Fiducia consumatori. Per il clima di fiducia dei consumatori la componente economica e quella riferita al quadro personale aumentano rispettivamente a 109,2 da 103,5 e a 102,2 da 98,0 rispetto al mese precedente. I giudizi dei consumatori sull’attuale situazione economica del Paese migliorano (a -104 da -108 il saldo) e così anche per le attese (a -5 da -15 il saldo). Aumentano i giudizi positivi sulle opportunità attuali di risparmio (a 119 da 114, il saldo) e le attese positive sulle possibilità future di risparmio (-46 da -53, il saldo).
La fiducia sale, ma gli stipendi continuano a restare al palo. Nella media del 2014 le retribuzioni orarie contrattuali sono cresciute solo dell’1,3% rispetto all’anno precedente, facendo registrare la variazione più bassa dal 1982, anno d’inizio delle serie. C’è (ancora) poco da stare allegri.