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“L’accesso al cibo è un diritto di tutti”: l’imperativo di Francesco va subito tradotto in decisioni concrete

“La fame nel mondo va debellata”. È questo l’imperativo assoluto che Papa Francesco ha rivolto ai delegati della 39esima Conferenza Fao accolti oggi in udienza in Vaticano. Come quando aveva preso di mira i potenti della terra (“devono lavorare per assicurare il cibo a tutti”), Francesco è tornato oggi sul tema sottolineando che: “dobbiamo rispondere all’imperativo che l’accesso al cibo necessario è diritto per tutti, e i diritti non consentono esclusioni”. Alla Fao il Papa chiede di non “tralasciare l’obbligo di debellare la fame e prevenire la malnutrizione” in tutto il mondo e di non limitardi ad “aggiornate i dati”, cosa peraltro necessaria perché mostra la realtà.
Bergoglio ha anche rivolto un’esortazione alla Fao perché “fermi le multinazionali” che tolgono l’acqua ai popoli: “L’acqua resta simbolo di vita. La Fao dovrebbe aiutare a rivedere i modelli di comportamento mondiali e garantire oggi e in futuro, che tutti vi possano accedere”.
Poi il Pontefice ha sollecitato un cambio degli stili di vita: “La sobrietà non si oppone allo sviluppo, anzi è condizione”. A questo proposito Francesco si è detto molto preoccupato delle statistiche sugli sprechi: “sotto questa voce finisce un terzo degli alimenti prodotti. Come pure inquieta sapere che una buona quantità di prodotti agricoli viene usata per altre finalità, magari buone finalità, ma che non sono le necessità immediate degli affamati”.
Alla seconda Conferenza internazionale sulla nutrizione, tenuta nel novembre scorso, gli Stati si sono impegnati a trovare soluzioni e risorse”. Il Papa si è augurato “che quella decisione non resti solo sulla carta o nelle intenzioni che hanno guidato il negoziato” e che prevalga “la responsabilità di rispondere in concreto agli affamati e a tutti coloro che attendono dallo sviluppo agricolo una risposta alla loro condizione”. Frasi che non possono che essere sottoscritte e che vanno tradotte al più presto in decisioni concrete: quasi un miliardo di persone non hanno cibo sufficiente a condurre una vita sana e dignitosa e a milioni muoiono tutti gli anni letteralmente di fame. Nell’indifferenza pressoché totale.