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Quel (persistente) calo dei consumi che frena la crescita dell’economia

Negli ultimi 20 anni i consumi degli italiani sono cresciuti appena del 10 per cento. Un incremento più che modesto sintesi fra l’altro di uno sviluppo complessivo del 19% tra il 1995 ed il 2007 e di una flessione del 7,6% dal picco pre-crisi al 2014. Questo il quadro tracciato dalla Confcommercio sui consumi delle famiglie negli ultimi 20 anni.

Tra le 10 voci di consumo più dinamiche, apparecchi telefonici (+7%), servizi alberghieri e alloggiativi (+4,6%), servizi di trasporto (+3,7%), ristoranti e pasti fuori casa (+3,1%).
A registrare invece le maggiori riduzioni in termini pro-capire sono stati i settori abbigliamento (-8%), mezzi di trasporto (-18,2%), mobili e articoli di arredamento (-28%), alimentazione domestica (-14%)

Dall’analisi delle dinamiche di spesa, scomponendo tra beni e servizi, emerge una sempre più marcata terziarizzazione dei consumi, ovvero un sensibile aumento della domanda di servizi cresciuti in termini reali di oltre il 21% negli ultimi 20 anni; fenomeno che si riflette in una costante crescita della quota di spesa delle famiglie ad essi dedicata passata dal 43,6% del 1995 al 52,6% del 2014.

Dallo studio di Confcommercio emerge che la dinamica negativa si è arrestata nel 2014 (+0,3%) sostenuta principalmente dalla ripresa dei beni durevoli (+3%), una componente fortemente penalizzata negli anni della crisi (-28,5%).
Tra il 1995 e il 2014 la spesa pro capite, espressa in valori dell’anno in corso, è stata pari a 16.484 euro restando ancora molto distante da quanto si spendeva nel 2007 (18.397 euro, pari al -10,4%).

Anche questo spiega perché il Pil non cresce e l’economia italiana continua ad arrancare.