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Immigrazione, una risorsa che vale l’8,6% del Pil e “paga” l’assegno a 620mila pensionati

Il peso degli immigrati sull’economia italiana continua ad essere importante. La ricchezza prodotta nel 2014 dai 2,3 milioni di occupati stranieri ha raggiunto i 125 miliardi di euro, pari all’8,6% del Pil nazionale. Nello stesso anno, i contribuenti stranieri hanno dichiarato redditi per 45,6 miliardi e versato 6,8 miliardi di Irpef netta. Sono alcuni dei risultati che emergono dalla quinta edizione del Rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione – “Stranieri in Italia, attori dello sviluppo” – presentato oggi a Roma dalla Fondazione Leone Moressa presso la sala polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Dai dati contenuti nel Rapporto emerge – secondo i ricercatori della Fondazione – “una fotografia dell’immigrazione che non è fatta solo di sbarchi e accoglienza profughi, ma anche – e soprattutto – di lavoratori integrati nel tessuto nazionale”. Lavoratori che sono diventati oramai una presenza importante: la popolazione straniera ha superato quest’anno quota 5 milioni e rappresenta l’8,2% della popolazione complessiva. Una forza lavoro fra l’altro giovane: solo uno su 100 di questi stranieri ha più di 75 anni mentre fra gli italiani il rapporto è uno su dieci. Una diversa composizione demografica che ha un impatto significativo sul mercato del lavoro e sul sistema del welfare: nel 2013 i contributi previdenziali hanno raggiunto quota 10,3 miliardi. Ripartendo il volume complessivo per i redditi da pensioni medi, si può affermare che i lavoratori stranieri “pagano” la pensione a 620 mila anziani italiani. Una pensione che loro difficilmente arriveranno a prendere, come ha sottolineato il direttore scientifico della Fondazione, Stefano Solari: “Quasi il 10% dei lavoratori immigrati dà un contributo notevole, come flussi di cassa, all’Inps ma – dall’altra parte – non riceve molto, perché il 98% di queste persone non ha maturato alcun diritto.Tante persone lavorano in Italia per 5-10 anni, poi si spostano e perdono i diritti alla pensione”.

Tutto ciò a spiegare che l’immigrazione, se controllata e valorizzata come si deve, rappresenta una risorsa per il Paese che la ospita, non certamente un problema.

Per questo è il momento di dare più diritti a questi immigrati e alle loro famiglie. Alla Camera è passato il provvedimento sullo ius soli temperato, che adesso deve andare al Senato. Il sottosegretario al Lavoro e alle Politiche sociali, Franca Biondelli, ha sottolineato che “continuare a fare demagogia e populismo sull’immigrazione è profondamente sbagliato. È necessaria più integrazione e più inclusione. Integrazione e inclusione vengono anche dal lavoro”.