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Consolidare la ripresa prima che la congiuntura torni sfavorevole

“La ripresa economica c’è, ma è ancora lenta. E nei prossimi mesi ci potrebbero essere rischi di un rallentamento perché la domanda estera potrebbe essere ridimensionata dalla dinamica del commercio mondiale. Pertanto, è necessario che l’Italia a partire dalla legge di stabilità metta in campo misure per rafforzare la crescita e portarla ad almeno il 2%”. È quanto ha sottolineato il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, Intervenendo a un convegno sulle “Regole ed efficienza negli appalti per sostenere la crescita”, il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi ha ribadito quello che va dicendo ormai da mesi: “Gli indicatori economici – ha detto Squinzi – ci stanno consegnando la fotografia di un paese che sta tornando in territorio positivo, anche se lentamente e non senza difficoltà, ma lo scenario potrebbe però mutare nei prossimi mesi se si dovessero concretizzare i rischi di un rallentamento globale, i cui primi segnali concreti destano già forti preoccupazioni”. Nel secondo semestre 2015 si vedono timidi segnali di ripresa, dovuti in gran parte a fattori esogeni quali politica monetaria della Bce, basso costo del denaro, mini euro, petrolio ai minimi.
Ma senza una crescita di almeno il 2% annuo – ha ragione il presidente di Confindustria – è impensabile poter recuperare il terreno perduto: l’ultima crisi, quella che è iniziata nel lontano 2008, ha polverizzato dieci punti di prodotto interno lordo in sette anni, ma da circa un quindicennio (dunque da ben prima dell’ultima crisi) l’incremento del nostro Pil è stato inferiore alla media europea. E stando alle stime (come quelle dell’Fmi che pronostica una crescita dello 0,8% quest’anno e dell’1,3% l’anno prossimo) continuerà a crescere di meno anche nell’immediato futuro.
Quel livello invocato da Squinzi rimane, purtroppo, lontano. E questa Stabilità non aiuta più di tanto ad avvicinarlo.