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Italia 13esimo miglior paese al mondo. Il patrimonio la sua maggior ricchezza

L’Italia è (quasi) sempre in basso nelle classifiche “virtuose” e (quasi) sempre in alto in quelle “non virtuose”, ovvero che riguardano criminalità, corruzione, libertà di impresa, libertà di stampa…. Il motivo per cui raramente si trova nelle top ten delle classifiche globali può essere rintracciato in quelle ferite strutturali che riguardano il nostro Paese e a cui ha recentemente dedicato un capitolo il Rapporto 2015 del Centro Einaudi.
Ieri, davanti alla platea del World economic forum di Davos, è stata presentata l’ennesima classifica, stavolta riferita ai “migliori Paesi al mondo”. L’Italia non si trova ai primi posti, ma non è neanche agli ultimi: è, infatti, tredicesima (dietro Nuova Zelanda e Austria) soprattutto per merito del suo eccellente patrimonio. Davanti al Belpaese, al primo posto c’è la Germania seguita da Canada e Inghilterra e poi – fuori dal podio, ma nella top ten – da Stati Uniti, Svezia, Australia, Giappone, Francia, Olanda e Danimarca. Dietro l’Italia si piazzano invece Lussemburgo, Singapore, Spagna, Cina, Irlanda, Corea del Sud, Brasile, Thailandia, India, Portogallo Russia e Israele.
Realizzato da Wpp Bav Consulting e dalla Wharton School University of Pennsylvania con la consulenza dell’Us News & World Report, lo studio è stato effettuato su 60 paesi e si basa su un sondaggio in cui sono state coinvolte più di 16mila persone, tra cui imprenditori, universitari e leader nel mondo del business. A queste persone sono state chieste valutazioni che vanno ad aggiungersi ad altri punteggi fissati nei nove criteri base scelti per stilare la classifica, ovvero: sostenibilità, influenza culturale, trasporti, imprenditorialità, influenza economica, avventura, educazione, patrimonio, potere e qualità della vita. Dati che sono stati a loro volta incrociati e misurati con il Pil pro capite 2014 di ogni paese.
Lo studio presentato a Davos non elimina i (tanti) problemi dell’Italia – a partire dall’emergenza occupazione (soprattutto giovanile) dall’incalzare della povertà e dall’irrisolta questione meridionale – ma fa certamente morale. Quel patrimonio che oggi ci premia va fatto, però, fruttare ancora meglio per consentire al Paese di superare una volta per tutte le sue contraddizione e voltare finalmente pagina.

  • lucio |

    Sempre detto che l’italiano è benestante

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