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Corruzione, l’Italia migliora ma resta la peggiore in Europa assieme alla Bulgaria

L’Italia si classifica al 61° posto nel mondo (con un voto di 44 su 100) nell’indice di percezione della corruzione stilato dall’organizzazione non governativa Transparency International. Rispetto allo scorso anno si assiste ad un minimo miglioramento nel giudizio sul nostro Paese, che infatti guadagna un punto (da 43 a 44) e otto posizioni nel ranking mondiale (da 69 a 61). Il nostro Paese rimane però in fondo alla classifica europea, seguita solamente dalla Bulgaria e dietro altri Paesi generalmente considerati molto corrotti come Romania e Grecia, entrambi in 58esima posizione.
“Un passo in avanti del nostro Paese nelle classifiche internazionali sulla percezione della corruzione è sempre una buona notizia”, ha sottolineato il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello, presente stamane alla presentazione del rapporto assieme – fra gli altri – al presidente di Transparency International Italia, Virginio Carnevali, e al presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone. Lo Bello ha aggiunto che “occorre un ruolo più forte della società civile che deve acquisire la consapevolezza che un sistema dove è grande la corruzione non crea ricchezza e alimenta profonde distorsioni del mercato”. E proprio qui sta il punto: la corruzione è un cancro che frena la crescita. Di più, come ha ricordato recentemente il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, “la corruzione è un furto di democrazia. Crea sfiducia, inquina le istituzioni, altera ogni principio di equità, penalizza il sistema economico, allontana gli investitori e impedisce la valorizzazione dei talenti. L’opacità e il malfunzionamento degli apparati pubblici e di giustizia colpisce ancor di più i poveri e le persone deboli, crea discriminazioni, esclusioni, scarti, distrugge le opportunità di lavoro”.
Una pratica, quella corruttiva, che fa prosperare i corrotti e le organizzazioni criminali, ma ferisce a morte l’intero Paese. Bisogna fermarla con le leggi già esistenti e con le altre in arrivo, come quella sul whistleblowing (approvata dalla Camera) che tutela chi segnala illeciti. “La lotta alla corruzione e la difesa della legalità saranno le cifre del mio settennato”, ha detto il Capo dello Stato. Facciamo in modo che diventa la cifra di tutti gli italiani onesti. Per porre fine a un fenomeno che costa all’economia italiana – stime della Commissione europea – 70 miliardi di euro all’anno.