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Le imprese in rete aumentano, ma la fiducia delle banche resta tiepida

Reti d’impresa crescono, soprattutto in Lombardia. Nel 2015 sono state circa 500 le imprese lombarde che hanno stipulato un contratto di rete portando a 2.435 il numero complessivo delle imprese lombarde in rete (13mila sull’intero territorio nazionale) e facendo della Lombardia la prima regione d’Italia per numero di imprese in rete. Sono i numeri emersi da “Insieme, protagonisti della ripresa. Storie di Reti del Terziario”, l’evento sulle reti di impresa organizzato oggi da Confcommercio Lombardia con la presentazione dell’indagine TradeLab. L’indagine ha coinvolto imprenditrici e imprenditori del terziario che, nell’ultimo triennio, hanno costituito e/o sono entrati a far parte di una rete d’impresa. Si tratta in prevalenza di imprese che appartengono al settore del commercio (45%), dei servizi (25%) e del turismo (22%). E sono soprattutto Pmi: il 56% ha meno di 5 addetti e il 19% occupa almeno 10 persone. Il fatturato dichiarato (dato 2014) è inferiore ai 500mila euro per il 51% delle imprese mentre il 28% dichiara un fatturato di oltre 1 milione di euro. Dal punto di vista della composizione giuridica, il 45% delle aziende nelle reti d’impresa è una società di capitali; il 33% una società di persone e il 22% è costituito da ditte individuali.
La rete d’impresa coinvolge in maniera significativa le imprese più giovani: quasi il 40%, infatti, svolge la propria attività da meno di 15 anni e tra di esse il 14% ha iniziato ad operare dopo il Duemila. Nel 70% dei casi il titolare dell’azienda che fa parte di una rete d’impresa è uomo. Un quarto degli imprenditori ha meno di 50 anni e il 25% ha conseguito una laurea o un master: essenzialmente fra quelli più giovani. Ma che caratteristiche hanno le aziende che fanno parte di una rete d’impresa? Il 63% delle imprese è indipendente, il 37% partecipa o è partecipato finanziariamente da altre imprese. Chi opera in una rete d’impresa è in genere comunque già abituato ad avere legami con altre realtà del territorio: il 42% fa parte di un Distretto e il 16% di un consorzio.
Sangalli: Sostenere Pmi con taglio Irpef. “Con la diffusione delle reti di impresa il terziario sta dimostrando nei fatti la volontà di trovare nuove vie di cambiamento e di crescita”, ha affermato il presidente di Confcommercio Milano e Lombardia, Carlo Sangalli, sottolineando come “in una fase ancora debole e incerta dell’economia le reti rappresentano una grande opportunità per rafforzare il sistema delle nostre piccole e medie imprese: queste alleanze rendono infatti le aziende più competitive sul mercato”. Secondo Sangalli “è necessario incoraggiare queste forme di aggregazione con maggiori incentivi soprattutto fiscali, ad esempio con la detassazione degli utili prodotti dalle reti e reinvestiti nei programmi di sviluppo come accadeva nel 2014. Sarebbe anche importante, a livello regionale prevedere l’abbattimento dell’aliquota Irap tra le imprese aderenti a un contratto di rete”.
Maroni: triplicati i contratti, ora avanti. Intervenendo al convegno, il “governatore” Roberto Maroni ha affermato che “sul tema delle reti d’impresa abbiamo fatto molto e vogliamo continuare. Il numero dei contratti di rete è triplicato tra il 2012 e il 2013, grazie al progetto ‘Ergon’. Abbiamo finanziato 75 progetti di rete, per un ammontare di 15,6 milioni di euro tra il 2010 e il 2014. Nel 2015 abbiamo attivato anche il progetto ‘manager di reti’, per consolidare le reti d’impresa. Sono stati approvati 28 progetti e i contributi concessi sono stati di oltre 1 milione di euro. Questa è la strada giusta che vogliamo continuare a seguire”.
Le reti d’impresa stanno dimostrando di funzionare: oltre i due terzi degli imprenditori dichiara di aver ricevuto un beneficio effettivo con l’adesione alla rete. Il beneficio riguarda soprattutto l’aumento della gamma di prodotti/servizi offerti (42%) e la riduzione dei costi o la possibilità di accedere a nuovi segmenti di mercato (assieme il 28%). Per il 47% delle imprese l’adesione alla rete è stata in linea con le attese. Più del 23% ritiene di aver avuto effetti superiori alle aspettative mentre il 29% si attendeva di più.

Un punto ancora critico è quello del raccordo con le banche: solo il 15% ritiene che l’adesione alla rete d’impresa abbia effettivamente migliorato il livello di solidità finanziaria e affidabilità nei rapporti con gli istituti di credito.