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Agli ultimi posti per laureati e risorse all’Università: lo spread che condanna l’Italia

Con un misero 17%, l’Italia ha il numero più basso di laureati d’Europa. Una percentuale decisamente bassa e ancora molto al di sotto delle aspettative fissate dall’Unione Europea per il 2020, anno in cui tutti i paesi dell’eurozona dovrebbero raggiungere l’obiettivo minimo del 26% di laureati tra la popolazione giovane.

Secondo le statistiche Eurostat, appena il 23,9% dei giovani italiani tra i 30 e i 34 anni possiede un titolo di laurea, cifra ben al di sotto della media Ue che si attesta al 37,9%.

Il nostro paese è inoltre ultimo fra i grandi paesi europei anche per quanto riguarda le risorse investite nell’università: solo 109 euro per abitante contro i 628 della Corea del Sud, i 503 di Singapore i 331 del Giappone, i 303 della Francia e i 304 della Germania.

Sarebbe finalmente ora di mettere in atto politiche in grado di colmare questo divario, aumentando in modo adeguato gli investimenti e dedicando maggiore attenzione a un settore dal quale dipende buona parte del nostro benessere futuro.