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“Crescita troppo modesta e in ritardo sull’Europa”. L’Italia vista dalla Corte dei Conti

“Il recupero della crescita del Pil appare ancora troppo modesto e, soprattutto, in ritardo rispetto alla ripresa in atto negli altri principali Paesi europei”. Lo ha detto oggi il presidente di coordinamento delle sezioni riunite della Corte dei Conti, Angelo Buscema, nella relazione sul rendiconto generale dello Stato 2015. Secondo Buscema, “l’elemento di maggiore vulnerabilità italiana – l’elevato livello del debito pubblico – impone, ben più dei vincoli Ue, un dosaggio molto attento tra sostegno alla crescita e rientro del debito.

Buscema osserva inoltre che la fase attuale “è dominata da molteplici fattori di incertezza sul piano internazionale come su quello interno”. Tra i fattori di incertezza anche “una condizione latente di instabilità finanziaria, connessa alle incertezze che originano dai diffusi timori sullo stato del sistema bancario in Europa”.

Che ripresa sia ancora da consolidare, lo aveva detto nelle scorse settimane anche il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, ricordando nelle sue quinte Considerazioni Annuali che “i partner ci assegnano ancora valutazioni deludenti per il potenziale di crescita”.

Si può e si deve dunque fare di più. Come ha sottolineato anche l’Ocse il primo giugno confermando per l’Italia le stime di crescita indicate nel rapporto intermedio di febbraio (+1% quest’anno, previsione ridotta dello 0,4% rispetto al novembre scorso, e +1,4% nel 2017). Nel suo outlook semestrale, l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha ribadito che “il Paese è sulla strada giusta” ma deve rilanciare gli investimenti “ancora frenati dalle difficoltà di accesso al credito”.

E già, perché nonostante le politiche monetarie espansive e gli sforzi reiterati di Mario Draghi, il sistema bancario continua a centellinare la liquidità necessaria al rilancio dell’economia reale.