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No panic, please. Europe’s project… remains!

“Keep calm”, verrebbe da dire all’Europa e al mondo. E “calma e gesso” ha detto Romano Prodi, uno dei padri fondatori dell’Europa, commentando a caldo il dato shock arrivato nella notte dalla Gran Bretagna. Un invito che dovremmo cogliere tutti in questi momenti frenetici. Drammatizzare non è mai la cosa migliore. Bisogna fermarsi un attimo e ragionare. Del resto, erano mesi che si elaboravano scenari su scenari, simulazioni su simulazioni, e nelle ultime settimane era emerso chiaramente che le istituzioni internazionali hanno messo a punto piani dettagliati per affrontare Brexit nel migliore dei modi.

Quello che sta succedendo sui mercati è un film già visto tante volte e, per certi aspetti “normale”: l’incertezza fa scattare sempre ondate di panico – nel tentativo di mettere i soldi al sicuro – seguite poi da momenti di euforia quando la situazione volge al meglio. Anche questo passaggio sarà riassorbito man mano che si chiariranno i passaggi dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea. È successo così in tanti altri casi più o meno drammatici. Ne ricordo uno su tutti: l’11 settembre 2001. Anche allora, assieme alle Twin Towers, sembrava dovesse crollare il mondo: mercati impazziti, borse americane addirittura chiuse, panic selling a go-go. Su giornali, radio e televisioni, non si parlava che di crolli e macerie finanziarie, fine dei viaggi e del turismo, risparmi a picco e via discorrendo. Poi abbiamo visto come è andata. E come certamente andrà anche questa volta.

Del resto la Gran Bretagna era già più fuori che dentro l’Unione. E non a caso non aveva voluto mai neanche prendere in considerazione l’ingresso nell’area euro. “No euro, we are british”, ripeteva la “perfida Albione” a chi le chiedeva di fare ancora un passo avanti.

“Ciò che non uccide fortifica” , ha sottolineato stamattina il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk. È quanto dicevano i nostri nonni ai nostri padri e quanto han ripetuto i nostri padri a noi. Che ora ne facciamo tesoro. L’Europa non sarà uccisa da Brexit e da questa prova potrà venirne fuori fortificata. Ammesso che la sua leadership – finora non all’altezza – sia capace di quel colpo di reni necessario a rilanciare il sogno degli Stati Uniti d’Europa.

So, keep calm. It’s not the end of Europe. The project, almeno quello, remains.