Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

La povertà si può abbattere puntando sullo sviluppo rurale dei paesi poveri

La crescita economica non è sufficiente a salvare quanti rischiano ogni giorno di morire di fame. È quanto sostiene un nuovo studio globale presentato oggi dal Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD), secondo cui i governi devono puntare su politiche e investimenti mirati a trasformare le aree rurali dei paesi in via di sviluppo, se vogliono eliminare la povertà.
Nel rapporto si sostiene che è necessario concentrarsi sullo sviluppo agricolo e rurale perché i redditi di 2,5 miliardi di persone nel mondo dipendono ancora direttamente da piccole aziende agricole che producono l’ottanta per cento del cibo consumato in Asia e nell’Africa subsahariana.

“Il Rapporto segna un cambio di prospettiva”, ha dichiarato oggi Kanayo F. Nwanze, presidente del Fondo che investe nelle popolazioni rurali, mettendole nelle condizioni di ridurre la povertà, aumentare la sicurezza alimentare, migliorare la qualitá dell’alimentazione e rafforzare la loro capacità di resilienza. “Colloca il settore rurale nel quadro più ampio dello sviluppo del paese. Dimostra la necessità di un approccio molto più integrale e olistico nei confronti dell’economia, per garantire il benessere di milioni di persone che vivono nelle aree rurali. Rafforza la convinzione dell’IFAD, basata su quarant’anni di esperienza, che investire sullo sviluppo agricolo e rurale significhi investire sull’economia nel suo complesso.”

Lo studio si concentra in particolare sull’impatto, in termini di riduzione della povertà, della trasformazione strutturale (la redistribuzione dell’attività economica che comprenda, oltre all’agricoltura, anche i settori manifatturiero e terziario) e della trasformazione rurale (la diversificazione dei redditi nelle aree rurali e gli aumenti della produttività agricola).

Alcune delle conclusioni del rapporto:
• La maggior parte dei paesi che hanno registrato un processo rapido di transizione verso l’eliminazione della povertà hanno potenziato il proprio settore agricolo
• Creare posti di lavoro nelle aree rurali attualmente è importante quanto promuovere la crescita
• La trasformazione rurale è parte integrante dello sviluppo economico di un paese
• Le autorità devono espandere l’economia rurale basata sull’agricoltura con investimenti volti a promuovere la nascita di industrie agroalimentari moderne
• La disponibilità di risorse e l’accesso a servizi finanziari sono essenziali per una trasformazione duratura delle condizioni di vita di quanti vivono nelle aree rurali

Nwanze ha anche sottolineato come la trasformazione rurale non sia automatica bensì una scelta – “fatta dai governi e da quanti si occupano di sviluppo” – che ha un impatto enorme sulla vita delle persone e delle nazioni”.

Il rapporto conclude che, affinché lo sviluppo rurale possa essere sostenibile a livello sociale, economico e ambientale, le politiche debbano essere inclusive, coinvolgendo nei flussi economici dominanti le popolazioni povere, e spesso emarginate, delle aree rurali. Questo è l’unico modo per raggiungere gli obiettivi fissati dall’Agenda per lo Sviluppo Sostenibile 2030 e per eliminare la povertà assoluta e la fame.

Dal 1978, l’Ifad ha fornito circa 17,6 miliardi di dollari in donazioni e prestiti a tasso agevolato per finanziare progetti di cui hanno beneficiato circa 459 milioni di persone. L’IFAD è un’istituzione finanziaria internazionale e un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite con sede a Roma – il polo delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura.