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Che la vittoria di Trump spinga finalmente l’Europa a uscire dall’imbarazzante letargo

“Come dimostra la vittoria di Trump i voti dei populisti possono esprimere una forza di governo. Anche in Italia”. Lo ha detto nei giorni scorso Giovanni Toti, governatore della Liguria, ma è quello che pensano molti esponenti politici di primo piano, in Italia come in Europa. “Bisogna fare i conti con il consenso, sceglie il popolo” urlano tutti a gran voce esaltando la vittoria del tycoon americano.
Una vittoria scaturita a mio avviso dalle debolezze della Clinton più che dai reali meriti di Trump. Ci fosse stato un candidato democratico meno attaccabile (vedi Biden) le cose sarebbero andate diversamente.
Il dato di fatto è che comunque Trump ha vinto e i populisti (e anche xenofobi) di tutto il mondo esultano, augurandosi presto di emularne le gesta e soprattutto i risultati. Che poi ci possano riuscire non è detto.
Anche se l’attuale leadership che governa l’Europa sembra voler fare tutto il possibile perché ciò accada, implodendo giorno dopo giorno anche a causa dell’assoluta incapacità di portare a compimento il processo di unificazione politica dell’Europa, di assicurare una corretta gestione di questa infinita crisi economica, e last but not least, di governare nel migliore dei modi l’imponente – e inarrestabile – flusso migratorio trasformandolo da problema in opportunità di crescita e di sviluppo per tutti, migranti e non.

  • carl |

    Non c’è due senza tre… Ed in effetti, oltre ai “populisti” e agli xenofobi c’è purtroppo anche la riscoperta del demagogo con speroni, briglia e frustino… E magari nuovamente additato come “provvidenziale”, come negli anni ’20 e ’30 del secolo scorso…

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