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Minori a rischio povertà: Italia fra i 6 peggiori paesi europei

Secondo un rapporto diffuso oggi da Eurostat, l’Italia è uno dei sei paesi europei in cui più di un terzo dei minori – il 33,5% per la precisione – è a rischio povertà. Gli altri cinque sono Romania (46,8%), Bulgaria (43,7%), Grecia (37,8%), Ungheria (36,1%), e Spagna (34,4%). È quanto risulta da un rapporto pubblicato da Save the Children. I minori italiani a rischio di povertà o esclusione sociale sono oltre 3 milioni e mezzo. I paesi nordici sono quelli in cui la quota è inferiore, mentre fra gli altri grandi paesi, la Francia è al 21,2%, la Germania al 18,5%, la Polonia al 26,6%, il Regno Unito al 30,6%. Nel 2015, secondo il rapporto, nella Ue circa 25 milioni di bambini e ragazzi sotto i 17 anni, ovvero il 26,9%, erano minacciati di povertà o esclusione sociale.
La valutazione dell’istituto statistico Ue tiene in considerazione tre criteri: la povertà dovuta a cambiamenti sociali della famiglia, una situazione di privazione materiale grave e l’appartenenza a una famiglia in cui manca il lavoro o è precario. Lo studio individua come una delle ragioni all’origine del rischio il basso livello di educazione e formazione dei genitori: “la proporzione di minori esposti al rischio di povertà o esclusione sociale nella Ue diminuisce in proporzione all’aumento del livello di educazione del loro genitori”. Infatti, il 65,5% degli under 17 europei i cui genitori avevano al massimo un titolo di scuola media inferiore erano a rischio, contro il 30,3% dei bambini i cui genitori avevano un diploma di scuola superiore e il 10,6% dei figli di laureati.
Sempre più precaria, dunque, la condizione dei minori. La conferma arriva da un rapporto pubblicato sempre oggi da Save the Children. Il Settimo Atlante dell’infanzia (a rischio) scatta la fotografia impietosa di un Paese in cui i bambini di quattro famiglie povere su 10 soffrono il freddo d’inverno perché vivono in case non riscaldate rischiando così di contrarre bronchiti o malattie cardiovascolari: un dato di ben 15 punti superiore alla media europea (39% contro 24,7%). Non solo: più di un minore su 4 abita in appartamenti umidi, con tracce di muffa alle pareti e soffitti che gocciolano (25,4% contro il 17,6% della media europea) mentre l’abitazione di oltre un bambino su 10 in famiglie a basso reddito non è sufficientemente luminosa. Dalla mappa dei “Bambini Senza” emerge anche che in Italia più di un bambino su 20 non riceve un pasto proteico al giorno e non possiede giochi a casa o da usare all’aria aperta; più del 13% non ha uno spazio adeguato dove fare i compiti e non può permettersi di praticare sport o frequentare corsi extrascolastici. Un bambino su 10 non può indossare abiti nuovi o partecipare alle gite scolastiche e quasi uno su 3 non sa cosa voglia dire trascorrere una settimana di vacanza lontano da casa.
No, l’Italia non è (neanche) un paese per minori.