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Alloggi a 100mila persone che hanno bisogno: l’impegno “idealista” di AirBnB

I fondatori di Airbnb – Brian Chesky, Joe Gebbia e Nathan Blecharczyk – hanno diffuso nei giorni scorsi la lettera che segue preceduta dall’Hashtag #weaccept. Un’iniziativa umanitaria a mio avviso meritoria – e da far conoscere il più possibile – che punta a fornire alloggi a 100mila persone che hanno bisogno, a cominciare da “rifugiati, superstiti e volontari”. Il portale online aperto nel 2007, che mette in contatto persone in cerca di un alloggio o di una camera per brevi periodi, si impegna a investire nel corso di quattro anni un totale di 4 milioni di dollari “per aiutare l’International Rescue Committee nel far fronte ai bisogni più urgenti dei rifugiati in tutto il mondo”.

“Crediamo nella semplice idea che, indipendentemente da chi siamo, da dove veniamo, da chi amiamo o a chi indirizziamo le nostre preghiere, noi tutti dobbiamo avere la possibilità di sentirci a casa. Siamo consapevoli che si tratta di un idealismo destinato a incontrare molti ostacoli lungo il cammino, a causa di un’altra constatazione che sembra semplicistica ma non lo è: non tutte le persone, oggi, sono accettate e tollerate.
Coloro che sono stati sfollati, sia per ragioni legate alla guerra che per altri fattori, hanno un bisogno particolare di essere accettati e compresi. Hanno bisogno, in maniera piuttosto letterale, di un luogo che possano chiamare casa. Ecco perché abbiamo deciso di agire.
Abbiamo iniziato fornendo alloggi per queste persone e, da allora, siamo stati in grado di offrire delle sistemazioni nel corso di 54 calamità su scala globale. Abbiamo stretto alleanze con svariate organizzazioni impegnate a soddisfare i bisogni più impellenti dei rifugiati in tutto il mondo e, proprio la settimana scorsa, abbiamo annunciato il nostro impegno nell’offrire case gratuite temporanee agli evacuati e a coloro che si sono visti improvvisamente rifiutare l’ingresso sul suolo statunitense. In molti ci hanno manifestato il proprio entusiasmo per l’iniziativa, donandoci la voglia di fare ancora di più.
Oggi ci siamo fissati l’obiettivo di fornire alloggi a breve termine a 100.00 persone che ne hanno bisogno. Inizieremo dai rifugiati, dai superstiti e dai volontari, anche se nel corso del tempo desideriamo dare un aiuto a molte altre categorie di persone. Lavoreremo con gli host della nostra community per fare in modo che chi si trova in queste condizioni possa trovare non solo un luogo dove stare, ma anche una rete sociale dove poter interagire con gli altri, dove sentirsi rispettato e nuovamente parte di una community. Inoltre, Airbnb investirà un totale di 4 milioni di dollari, nel corso di quattro anni, per aiutare l’International Rescue Committee nel far fronte ai bisogni più urgenti dei rifugiati in tutto il mondo.
Non potremmo parlare di mancanza di accoglienza nel mondo senza indicare le sfide all’interno della nostra stessa community. La triste verità è che qualche ospite, su Airbnb, ha conosciuto la discriminazione, che è esattamente l’opposto di ciò in cui crediamo. Sappiamo di dover lavorare in questo senso e ci impegniamo a migliorare il rispetto reciproco e il senso di appartenenza all’interno della nostra community.
Questo è solo l’inizio, e ci auguriamo tu possa unirti a noi condividendo il tuo alloggio con chi ne bisogno o donando alle organizzazioni che stanno assistendo gli sfollati. Se lo desideriamo, possiamo fare in modo che i bambini di oggi crescano in un mondo diverso, nel quale possano sentirsi accettati per chi sono, indipendentemente da dove si trovino. Perché siamo sinceramente convinti che più ci accettiamo per ciò che siamo e più il mondo può diventare un luogo migliore”.