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Lavoratori italiani con gli stipendi più bassi d’Europa: la colpa è (anche) del basso potere d’acquisto

Che l’Italia avesse gli stipendi più bassi di tutta l’Europa occidentale era cosa nota. Lo aveva certificato Eurostat, l’istituto di statistica dell’Unione europea, a fine dicembre 2016 sottolineando che la paga media oraria del Belpaese si ferma a 12,5 euro (sotto la media europea di 13,2) con un potere d’acquisto pari a 12,3 euro. Peggio dell’Italia solo Spagna (9,8) e Portogallo (5,1) che però si possono consolare con un potere d’acquisto superiore.
Già, perché il problema è proprio il basso potere d’acquisto dovuto al costo della vita. Come confermano i risultati di un’indagine (Global 50 Remuneration Planning) della società di consulenza Willis Towers Watson. Analizzando la media della retribuzione annuale lorda delle prime 20 economie europee, i manager di medio livello e i nuovi entrati nel mondo professionale italiani si posizionano al 14° posto del ranking, posizione che cambia però se ad essere presa in considerazione è la media relativa al potere d’acquisto: i primi scendono alla 17esima posizione, i secondi alla 15esima. L’alto livello di tassazione del Paese e l’alto costo della vita fanno sì che il “potere d’acquisto” di uno stipendio italiano sia notevolmente inferiore a quello della maggior parte dei Pesi europei compresi Paesi Bassi, Irlanda, Francia, l’Austria, e tutti i paesi scandinavi.
Il report indica inoltre che in Italia, un middle manager tipicamente ha una retribuzione base annua di circa 69.000 euro, che scendono a 25.500 per un entry level. Considerando il potere di acquisto, i primi passano a una retribuzione di poco inferiore a 43.000 euro, gli entry level soffrono un po’ di meno per ricchezza relativa posizionandosi con un salario vicino a 23.500 euro.

  • Gualtiero Via |

    Ehm…
    E su uno, invece, provasse a dire che i bassi salari sono soprattutto una questione di potere?
    Potere nella politica, nell’informazione, nell rappresentanza. Da decenni ci dite in tutte le salse che il male assoluto è l’alto costo del lavoro, che i sindacati vanno ridimensionati, che pubblico è brutto e privato è bello.
    Ecco: il cosro del lavoro è stato compresso, i sindacati bastonati e ridotti all’obbedienza, tanta parte delle aziende pubbliche privatizzate. E l’economia italiana non è mai andata così male.

    Le suggerisco una lettura. Un classico tedesco, F. List, nella sia critica severissima -e documentatissima- del pensiero di Adam Smith, scrisse fra l’altro questo:
    “Per Adam Smith uno che alleva maiali è un soggetto produttivo, mentre uno che educa persone on lo è”. -Lei è una persona intelligente, non devo svolgerle tutti i passaggi.
    Il liberismo è la forma moderna dell’idolatria, e il seguirne le ricette porta alla distruzione delle società. E’ quello che videro -perchè non erano ciechi- Roosevelt e Keynes negli anni Trenta. E’ quello che abbiamo sotto gli occhi oggi.
    La povertà e la stagnazione si combattono creando posti di lavoro -possibilmente veri, come fu col New deal- a milioni, e milioni e milioni.
    Il resto è frode (o favolette interessate, perchè i ricchi siano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri).

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