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“Garanzia Giovani”, la Corte dei Conti Ue certifica il flop

Garanzia giovani” aveva un obiettivo troppo grande per le sue possibilità e quindi ha fallito la sua missione. L’analisi, inequivocabile, arriva dalla Corte dei Conti Ue, che ha studiato l’attuazione di questo strumento in sette Paesi, tra cui l’Italia. Il programma approvato ad aprile 2013 dai leader europei (e diventato operativo da gennaio 2014) si pone l’obiettivo di offrire impiego, formazione, tirocinio o apprendistato a tutti gli under-25 (under-30 in Italia) entro quattro mesi dalla fine degli studi o dall’inizio del periodo di disoccupazione. Un obiettivo che nessuno dei Paesi in esame è riuscito a raggiungere. Una vera e propria bocciatura per i sette Stati membri dell’Unione europea oggetto delle valutazioni (Irlanda, Spagna, Francia, Croazia, Italia, Portogallo e Slovacchia).
In Italia – che si colloca all’ultimo posto di questa speciale mini-classifica – uno dei problemi che ha ostacolato il successo della Garanzia Giovani è stata la decisione di creare un nuovo database, al quale i ragazzi interessati devono registrarsi. Cosa che – spiega il rapporto – ha portato a un “basso livello di partecipazione” e a un “peso amministrativo non necessario”. Inoltre, così come negli altri Paesi, non è stata fatta una valutazione dei costi necessari a far funzionare l’operazione, che quindi è rimasta sotto-finanziata. Altra caratteristica italiana, il ritardo nei pagamenti dei tirocini, avvenuti in media 64 giorni dopo.
L’Italia non attrae gli inattivi anche per la carenza di prospettive offerte, nonostante i programmi comunitari. «L’occupazione è la destinazione più comune per le “uscite positive” in tutti gli Stati membri visitati, eccetto l’Italia», sintetizza l’analisi della Corte dei Conti. In media nei sette Paesi osservati l’80% dei giovani rimessi in attività trova una destinazione occupazionale, con picchi del 90% in Francia e dell’86% in Croazia. in Italia questa percentuale si ferma al 31%, lontana dalla performance irlandese (64%), penultima. Il Belpaese è quello che più degli altri ha nella Garanzia giovani lo strumento con cui offrire tirocini, che rappresentano il 54% delle cosiddette «uscite positive», quelle che completano cioè le quattro fasi della Garanzia giovani con l’accettazione della proposta. Per avere un’idea, la media dei sette è del 13%.
Al termine del primo semestre 2016, oltre quattro milioni di giovani sotto i 25 anni erano ancora disoccupati”, ha dichiarato Iliana Ivanova, il Membro della Corte responsabile della relazione. “I responsabili delle politiche dovrebbero fare in modo che i programmi volti ad aiutare i giovani non suscitino aspettative che non possono essere soddisfatte. La stessa Commissione europea ha infatti riconosciuto, nel recente libro bianco sul futuro dell’Europa, che vi è una discrepanza fra le aspettative e la capacità dell’Unione di soddisfarle.”