Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Caritas Ambrosiana: redditi insufficienti, aumentano le richieste di cibo nelle parrocchie

Sessantatremila pacchi viveri distribuiti dai centri di ascolto ogni mese; 300 magazzini e centri di diffusione degli aiuti alimentari; 1.600 tonnellate annue di eccedenze alimentari raccolte e rimesse nel circuito della solidarietà attraverso una mensa solidale (il Refettorio Ambrosiano), tre Empori della Solidarietà (supermercati – attivi a Cesano Boscone, Varese e Garbagnate – dove si acquista senza denaro ma con una tessera a punti), dieci comunità di accoglienza, centri di ascolto; due quintali a settimana di cibo e verdura redistribuite tali e quali o trasformate. Le cifre – che arrivano dalla Caritas ambrosiana e sono riferite al territorio della Diocesi di Milano (che comprende Milano, Varese, Lecco, Monza e le rispettive province) – raccontano meglio di ogni altra cosa lo spirito solidaristico di una regione che si contraddistingue da sempre per il suo coeur in man. Una regione che pur producendo un quarto del Pil italiano (e con una produzione industriale 12 punti superiore alla media italiana e a ridosso di quella Ue) non è affatto esente dalla crisi. Anzi. «Rispetto al 2008 il numero delle persone che chiedono aiuti alimentari nelle parrocchie è aumentato del 30%, arrivando a toccare una quota complessiva, stimabile intorno a 30mila domande annue», ha detto questa mattina il direttore di Caritas Ambrosiana, Luciano Gualzetti, a margine del convegno “Riduzione degli sprechi alimentari attraverso la donazione di cibi freschi” che si è svolto all’Università Cattolica. Gualzetti ha precisato che «la domanda di alimenti nasconde in realtà un bisogno di reddito, poiché alcuni costi difficilmente comprimibili – come le bollette delle utenze energetiche, le rate di un debito o di un mutuo, l’affitto – costringono le famiglie a risparmiare su altre voci come l’istruzione, la salute ed anche il cibo». Il problema, insomma, anche per molti lombardi, è la mancanza di un reddito adeguato – a causa di disoccupazione o lavori precari, intermittenti, sottopagati – che va affrontato dalle istituzioni pubbliche con scelte politiche coerenti.

Sul tema del recupero delle eccedenze alimentari il direttore della Caritas ha sottolineato che «La Legge Gadda ha rappresentato un punto di svolta», ma ha anche sollecitato l’approvazione dei decreti attuativi «senza i quali le donazione difficilmente potranno fare un salto di qualità». Proprio la crescita costante delle persone che si rivolgono alle parrocchie ha indotto Caritas Ambrosiana a rilanciare il Fondo Famiglia Lavoro, puntando sulla riqualificazione professionale, e a sperimentare forme innovative e integrative di approvvigionamento e distribuzione degli aiuti alimentari. In occasione dell’esposizione universale svoltasi a Milano nel 2015 sul tema della nutrizione, Expo Milano 2015, Caritas Ambrosiana ha dato vita a un sistema di recupero stabile che oggi consente di portare le eccedenze alimentari dai luoghi dove esse sono prodotte alla tavola di chi si trova in stato di bisogno, all’interno di percorsi integrati di promozione sociale. Grazie all’accordo con alcuni importanti aziende della grande distribuzione, produttori, imprese della ristorazione, i Mercati Generali di Milano, Caritas Ambrosiana recupera ogni anno 1.600 tonnellate di cibo destinato ad essere buttato e le ridistribuisce direttamente a nuclei familiari intercettati e accompagnati lungo processi di riabilitazione, attraverso una capillare rete di servizi sul territorio che si occupa di sostegno al reddito, casa, ricerca attiva del lavoro.