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Il Pil continua a boccheggiare, è “zerovirgolite” anche con Gentiloni

Nel primo trimestre il Pil italiano è cresciuto dello 0,2% su base trimestrale (stessa percentuale del quarto trimestre dell’anno scorso) mettendo a segno l’ennesimo aumento “zerovirgola” che contraddistingue la crescita italiana ormai da diversi anni. La variazione congiunturale, spiega l’Istat, è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto nel comparto dell’industria e di un aumento sia in quello dell’agricoltura, sia in quello dei servizi. Sul fronte della domanda si rileva un contributo positivo della componente nazionale, al lordo delle scorte, e un apporto negativo della componente estera netta. La variazione acquisita per il 2017 è pari a +0,6%. Troppo poco per recuperare i livelli pre-crisi. L’andamento del Pil dal 2008 è largamente deficitario: l’Italia ha infatti perso oltre 11 punti, guadagnandone poco più di quattro. Ne restano dunque da recuperare sette. Decisamente troppi, visto l’andamento da lumaca.
Impietoso, ancora una volta, il confronto con l’Unione europea e l’Eurozona, dove nello stesso periodo il Pil è cresciuto in entrambi i casi dello 0,5%. Grecia a parte (unico Paese europeo a segnare una crescita negativa, -0,1%), il dato italiano è ancora una volta il più basso di tutta l’Unione Europea. Fra i big c’è da registrare il +0,6% della Germania e il +0,3% di Francia e Regno Unito.
Da Bruxelles, intanto, viene rinfacciato a Roma di non aver effettuato gli investimenti per la crescita promessi nel 2016, in cambio della flessibilità Ue da 0,25 punti percentuali di Pil. Come dire, fatta la festa gabbato lo santo.