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Quella “sindrome leopardiana” che sembra colpire gli italiani

Quanto sono soddisfatti gli europei? Come vedono le loro prospettive di vita e quelle dei loro figli? Cosa pensano della loro vita e del loro futuro? A quale modello di società aspirano? Temono o amano le nuove tecnologie? Quanto sono soddisfatti dei loro governi? Sono gli interrogativi a cui ha cercato di rispondere “Europa allo specchio”, una ricerca sul social sentiment degli europei presentata oggi a Milano e curata dall’istituto di ricerche italiano Astarea con Interactive Research.
Dallo studio – condotto su un campione di mille persone per Paese, rappresentative della popolazione nazionale (metodo Cawi, novembre-dicembre 2016) – emerge che quasi sette europei su dieci si sentono in media «soddisfatti della propria vita in generale» (il 67%), il 62% lo è «della propria salute» e il 66% «della propria felicità». Ma se in Svezia gli indici sono alti (rispettivamente dell’80%, del 73% e del 64%) — gli svedesi sono “i campioni della felicità”, dice la ricerca, seguiti a distanza dagli spagnoli — gli italiani sono invece i più insoddisfatti. Quasi metà del campione si dichiara infelice (il 46%) e non è contento della propria vita (42%), né della propria salute (48%, qui fa peggio solo la Germania con il 45%). Rispetto a cinque anni fa, inoltre, per oltre metà degli intervistati (il 51%) la salute è peggiorata. Gli italiani, insomma, sembrano soffrire di una sorta di “sindrome leopardiana”.
In Europa si teme, in generale, «per il benessere della prossima generazione» in sette casi su dieci (72% la media) e qui i più preoccupati sono gli spagnoli (80%) seguiti dai francesi: l’Italia è terza con il 76%. Soltanto due intervistati Ue su dieci (il 19%) credono che i giovani avranno una vita migliore della loro (in Italia il 21%, un po’ sopra la media). E il «giudizio sulla situazione in generale del Paese»? Positivo solo per 13 italiani intervistati su 100: meno della metà della media dei sei Paesi che comunque è solo del 30%. Alla pari o quasi ci sono solo gli spagnoli (14%) mentre svedesi (56%) e tedeschi (44%) manifestano i livelli maggiori di fiducia. In compenso l’Italia è in linea nel ritenere «più importante per il mondo» l’ambiente, rispetto alla crescita economica.