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La malnutrizione uccide ogni anno nel mondo 3 milioni di bambini. #Inaccettabile

La malnutrizione continua ad uccidere milioni di esseri umani. Una cosa che, anno dopo anno, si ripete ormai da svariati decenni, senza che il mondo riesca a porvi seriamente rimedio. Quello stesso mondo che riesce a sprecare ogni anno 1,3 milioni di tonnellate di cibo, un terzo della produzione mondiale.
Si muore di fame a causa della povertà – nell’Africa subsahariana quasi 430 milioni di persone vivono con un massimo di 1,90 dollari al giorno – ma anche vittime di guerre e conflitti o di condizioni climatiche estreme causate da uno sviluppo che non si cura della salute del pianeta e che continua anzi a riscaldarlo e ad inquinarlo oltre ogni limite.

A fare le spese di questa situazione è soprattutto l’Africa e in particolare i bambini. A causa della malnutrizione ne muoiono, infatti, tre milioni all’anno. Eppure – come fa notare Azione Contro la Fame – “esistono soluzioni efficaci e a basso costo come i cibi terapeutici pronti all’uso (25 centesimi a confezione), alimenti in pasta a base di burro di arachidi dall’alto valore nutritivo in grado di rimettere rapidamente in salute i bambini malnutriti”. Peccato, però, che “solo il 20% dei piccoli che necessitano di questa terapia nutrizionale ha effettivamente accesso alla cura”.

Un dato drammatico che ha spinto la stessa organizzazione umanitaria internazionale a lanciare #inaccettabile, una campagna di informazione e sensibilizzazione. Fino al 26 novembre con un sms o una chiamata da rete fissa al numero solidale 45546 si possono donare 2 o 5 euro per sostenere in particolare l’intervento di Azione Contro la Fame in Madagascar, uno dei Paesi più poveri al mondo (al 158° posto su 187 nella classifica Human development Index 2016), dove la malnutrizione infantile è una vera e propria piaga sociale. Qui Azione Contro la Fame opera nei distretti più poveri di Antananarivo, sterminata capitale popolata da 170 mila abitanti, dove il 56,5% dei bambini soffre di malnutrizione cronica e il 4% di malnutrizione acuta.

Un’azione poco più che simbolica, che non sradicherà la fame del mondo, ma che contribuirà senz’altro a salvare vite umane sottraendole a quella contabilità di morte che continua purtroppo, anno dopo anno, ad aggiornate i suoi tristi numeri.