Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

“Never Alone, per un domani possibile”, nove fondazioni a fianco dei minori stranieri non accompagnati

“Never Alone, per un domani possibile”. È un’iniziativa lanciata da nove fondazioni italiane volta a favorire l’autonomia e l’inclusione dei minori stranieri non accompagnati. Il suo obiettivo è quello di promuovere soluzioni innovative per l’accoglienza, l’integrazione e l’accompagnamento verso l’età adulta degli stranieri e per contribuire a creare una maggiore consapevolezza sul tema, sia nell’opinione pubblica sia tra le istituzioni nazionali ed europee. L’iniziativa – che può contare su un impegno economico di 3,5 milioni di euro – ha l’intento di costruire una nuova cultura dell’accoglienza.

Otto progetti per un domani possibile. Secondo quanto riporta il sito a supporto di questa iniziativa “dal mese di aprile di quest’anno sono operativi sul territorio italiano otto progetti selezionati nell’ambito del Bando “Accoglienza e accompagnamento dei minori e giovani stranieri non accompagnati che arrivano in Italia soli” promosso nel 2016. Gli otto progetti selezionati coinvolgono 12 regioni (Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto) e vedono la partecipazione complessiva di 75 enti tra associazioni del terzo settore ed Enti pubblici. I progetti propongono interventi per l’accompagnamento all’autonomia nel passaggio alla maggiore età, il rafforzamento e la diffusione della pratica dell’affido e del sistema dei tutori volontari, l’accoglienza delle ragazze. I giovani migranti accompagnati attualmente dai progetti sono 1.283.
Le nove fondazioni che hanno unito gli sforzi per portare avanti questo progetto sono Fondazione Cariplo, Compagnia di San Paolo, Fondazione CON IL SUD, Enel Cuore, Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Fondazione Monte dei Paschi di Siena e Fondazione Peppino Vismara.

All’iniziativa “Never Alone, per un domani possibile” partecipa anche la FONDAZIONE ISMU, un ente scientifico indipendente che promuove studi, ricerche, formazione e progetti sulla società multietnica e multiculturale e che stila annualmente un Rapporto sulle migrazioni, la cui 23esima edizione è stata diffusa lo scorso 5 dicembre. A margine della presentazione del rapporto vengono assegnati ogni anno dei premi a enti o privati che si contraddistinguono per il loro impegno sui temi dell’immigrazione. Premi che quest’anno sono andati alla cooperativa Nazareth guidata da don Pierluigi Codazzi ( è nata a Cremona nel 2001 e svolge attività di progettazione, realizzazione e gestione di servizi educativi e assistenziali rivolti principalmente ai minori e alle famiglie) e alla Fondazione AVSI, una Ong internazionale che nel 2016 ha lanciato e realizzato “Cucinare per Ricominciare”, un progetto di accoglienza e integrazione di richiedenti asilo e rifugiati tramite la formazione e il lavoro, che ha coinvolto 16 persone ospiti dei centri di accoglienza.
Un premio è stato assegnato anche a Roberta Lo Bianco, una 34enne che vive a Palermo dove lavora in progetti di inclusione sociale, ed è stata una delle prime persone in Italia a essere nominata, a giugno, tutore volontario per minori stranieri non accompagnati. Il tutore volontario è una nuova figura introdotta dalla Legge n. 47 del 7 aprile 2017, che ha lo scopo di aiutare i ragazzi che arrivano soli in Italia a integrarsi nel territorio che li ospita. Il tutore volontario ha infatti il compito di tutelare i loro interessi, monitorare che i loro diritti vengano rispettati e incoraggiarli ad assolvere i loro doveri. Roberta è stata premiata con un riconoscimento della Fondazione Cariplo “perché è stata tra le prime persone in Italia a volersi prendere la responsabilità di diventare tutore di minori stranieri non accompagnati. Una scelta coraggiosa che le fa onore e che si spera venga condivisa da tanti altri italiani”.