Successivo » « Precedente

A gennaio l’inflazione rallenta, ma la spesa continua a costare sempre di più

Dal supermercato al benzinaio. Il caro-spesa si fa sentire sul portafoglio degli italiani. A gennaio l'inflazione ha segnato infatti un lieve rallentamento - il tendenziale è passato dal 3,3 al 3,2% - ma i rincari del cosiddetto carrello della spesa (cioè i prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza dagli italiani, dal cibo ai carburanti) hanno fatto segnare un incremento del 4,2 per cento. Secondo i dati Istat, che anche in questo caso confermano le stime provvisorie, su base mensile la crescita è dello 0,8%, ai massimi da un anno.

Gli ennesimi rincari dei carburanti - a gennaio la benzina è aumentata del 17,4% su base annua (+15,8% a dicembre) e del 4,9% su base mensile, mentre il prezzo del gasolio per i mezzi di trasporto è salito del 25,2% in termini tendenziali (dal 24,3% di dicembre, rialzo più alto dal luglio del 2008) e del 4,7% sul piano congiunturale - 'avvelenano' anche i listini alimentari, soprattutto quelli dei prodotti lavorati. Tra i beni alimentari lavorati si mette in luce l'aumento su base mensile del prezzo del pane e della pasta (per entrambi +0,3%), in crescita su base tendenziale, rispettivamente, del 2,9% e del 2,1%.

Per le famiglie stangata da 567 euro. "Se si vuole salvare gli italiani occorre fermare l'emorragia verde. I continui rincari della benzina stanno trascinando le famiglie verso la povertà", commenta il presidente dell'Adoc, Carlo Pileri. La benzina, rileva, "è aumentata del 17% nell'ultimo anno, il gasolio del 25%, facendo diventare l'Italia il Paese europeo più caro al momento del rifornimento, un anno di rifornimenti costa in media 3.240 euro ad un italiano, il 12% in piu' della media europea, con un aggravio di spesa pari a circa 350 euro annui". Per il Codacons "si tratta si una stangata che, per il solo carrello della spesa, equivale, per una famiglia di 3 persone, a un aggravio pari a 567 euro su base annua". Secondo l'associazione per una famiglia di 4 persone, invece, andare al mercato a fare la spesa di tutti i giorni comporta un rincaro di 613 euro. “Una cifra insostenibile per le famiglie che, solo nel corso dell’ultimo anno, hanno conosciuto una caduta del proprio potere di acquisto del -2,8%”, hanno dichiarato i presidenti di Federconsumatori e Adusbef, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti.

L'inflazione acquisita per il 2012 è pari all'1,6%, quella di fondo - calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi - scende al 2,3% dal 2,4% di dicembre 2011, mentre al netto dei soli beni energetici, il tasso di crescita tendenziale dell'indice dei prezzi al consumo scende al 2,2% (era +2,3% a dicembre).

Commenti

Scrivi un commento